Shibé

Arca del Gusto
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Lo shibé è una bevanda rinfrescante tipica delle regioni amazzoniche del Perù, in particolare fa parte delle tradizioni gastronomiche dei Dipartimenti di Loreto e San Martin.
L’ingrediente principale di questa bevanda è la “fariña”, una farina di tapioca che si presenta granulosa e di colore dorato.
Il procedimento per ottenere questa bevanda inizia con la raccolta della tapioca (chiamata anche yuca), la quale viene immersa nell’acqua per almeno 5-8 giorni affinché fermenti e perda così la sua tossicità. Dopodiché, privata della scorza e della polpa, si avvolge in un tessuto chiamato tapiti fino a formare una specie di cilindro: un estremo del telo viene appeso ad un albero mentre l’altro viene strizzato con l’aiuto di un palo di legno, così da eliminare tutta la parte liquida. La polpa dello yuca viene quindi strizzata, ridotta in piccoli grani e tostata in una pentola di terracotta o alluminio fino a diventare di colore dorato. Infine, parte di questa fariña viene mischiata con dell’acqua che la fa gonfiare; lo shibé viene addolcito con l’aggiunta di un liquido zuccherino estratto dalla pianta del mais oppure con del miele.
Questa bevanda, assieme al masato (altra bevanda semi- fermentata) fa parte delle tradizioni gastronomiche di origine incaica: veniva preparata soprattutto dalle donne in occasione delle feste della comunità o per le celebrazioni religiose.
Ad oggi la produzione di shibé è limitata ad alcune comunità isolate della Selva peruviana, dove rappresenta una bevanda che riesce a garantire un certo apporto energetico per sostenere gli sforzi del lavoro.
Nei centri abitati più importanti dei Dipartimenti di Loreto e San Martin non è sempre facile reperire lo shibé, anche perché questa bevanda è sempre più spesso sostituita da bibite prodotte industrialmente che contengono un eccessiva quantità di zuccheri, coloranti e conservanti.

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Territorio

NazionePerù
Regione

Loreto

San Martin

Altre informazioni

Categorie

Bevande distillate e fermentate

Segnalato da:Dauro Mattia Zocchi, Doña Elia Garcia Reategui