Pera dei Gesuiti

Arca del Gusto
Torna all'archivio >

La pianta della pera dei gesuiti è più alta della maggior parte degli alberi da frutto. Per la statura può addirittura ricordare una quercia o un olmo. Alcuni esemplari hanno sfiorato i 12 metri, con circonferenze fino a cinque metri e mezzo. Alcune fonti storiche parlano di piante che raggiungono i 24 metri e producono 40-60 staia di pere l’anno. La pera dei gesuiti non si presta alla produzione commerciale, e per questo è quasi totalmente caduta in disuso. I tentativi di propagare la varietà a partire da semi non hanno dato buoni risultati: la sola tecnica utile è l’innesto. La crescita è lenta, occorrono 10-20 anni, a seconda delle condizioni, perché una pianta innestata inizi a produrre in quantità sufficienti per la vendita. È un pero dalla fioritura precoce, e quindi risulta utile, nel senso che tende ad attirare le api, cioè a favorire l’impollinazione sui terreni di un’azienda. Al tempo stesso gli alberi sono talmente alti che raccogliere i frutti può rivelarsi difficile. Eppure le piante producono un grosso quantitativo di piccole pere dolci e leggermente speziate, ottime da mangiare fresche o da trasformare in conserve. La forma è più tondeggiante che piriforme. La maturazione culmina tra agosto e settembre. Tra le caratteristiche utili della pianta si possono ricordare la sua resistenza naturale agli insetti e al fuoco batterico, la sua robustezza e la sua estrema longevità. Oggi alcuni esemplari ancora in vita hanno più di 200 anni.

La pera dei gesuiti è stata introdotta in quella che all’epoca si chiamava Nuova Francia nel XVII o XVIII secolo da missionari gesuiti o coloni francesi, che in Canada francese hanno finito per venire considerati come un simbolo vivente della comunità stanziata nella regione di Detroit/Windsor, specialmente la parte francofona. Ancora oggi molti dei discendenti di quei pionieri continuano a vivere nella zona. L’albero è circondato da molte leggende. Alcuni raccontano che venisse piantato in gruppi di dodici per simboleggiare i dodici apostoli, con un fusto leggermente discostato dagli altri, a rappresentare Giuda. Alcuni discendenti diretti di quelle prime piante sono ancora in vita: alcuni hanno duecento anni. Nel 1787 un antenato della persona che ha proposto il prodotto, François Navarre, avrebbe introdotto alcuni alberelli di questa varietà nella colonia da lui stesso fondata nell’odierna Monroe, Michigan. A Detroit c’è una placca che commemora il punto in cui un tempo crescevano “gli antichi peri francesi”, che all’epoca erano centinaia, allineati in filari sulle rive del fiume Detroit. Gli sforzi volti alla preservazione della varietà sono stati più decisi in Canada che negli Usa. In particolare quelli profusi dalla banca genetica agricola canadese, dallo Harrow Research Center e dal programma di orticoltura del St. Clair College di Windsor. Uno dei principali animatori delle iniziative volte a riportare in auge questa pianta è stato Robert Holland di Toronto.

Consumato crudo, il frutto risulta estremamente dolce e succoso, con un gusto di miele e note di vaniglia. Raccolta appena prima della maturazione, la pera serve a preparare conserve tradizionali in sciroppo di zucchero. Oggi la pera dei gesuiti non viene più prodotta. Le piante superstiti si trovano tutte in terreni privati o in luoghi di rilievo culturale come musei o proprietà comunali. Un tempo l’aria di produzione comprendeva i territori della Nuova Francia storica lungo il corso del fiume Detroit e sulle sponde del lago Erie: le contee di Wayne e Monroe nel Michigan (USA) e la contea di Essex in Ontario (Canada). La produzione si concentrava principalmente nelle città di Grosse Pointe e Monroe (Michigan) e Windsor (Canada). La varietà non è indigena, ma è stata verosimilmente importata dalla Francia.

A differenza di molte cosiddette “varietà” di pianta da frutto, l’albero della pera dei gesuiti presenta un grado estremamente elevato di diversità genetica, in conseguenza delle pratiche di propagazione dell’epoca, che probabilmente passavano anche per l’uso di semi derivanti da impollinazione incrociata. Occorreranno ulteriori ricerche a riguardo, ma gli specialisti dovranno tenere conto del fatto che la diversità genetica complessiva del pero dei gesuiti potrebbe venire compromessa se si scegliesse di propagare per innesto soltanto alcune delle piante più “note”.

Torna all'archivio >

Territorio

NazioneCanadaStati Uniti
Regione

Michigan

Ontario

Altre informazioni

Categorie

Frutta fresca, secca e derivati

Segnalato da:Darlene Darley