Mela ferro

Arca del Gusto
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La mela ferro si caratterizza per l’elevata consistenza e conservabilità, proprietà da cui deriva il nome dialettale pomm ferr. La polpa è poco succosa e molto compatta.

Proprio per queste caratteristiche da sempre si consuma prevalentemente cotta al forno. Si usa anche per la preparazione di confetture tra cui la famosa savurett o savor, la mostarda tipica dell’Appennino reggiano utilizzata per accompagnare i bolliti di carne o per la preparazione dei dolci. Inoltre, fin dalla metà del XX secolo era impiegata per la preparazione del flépi o s’ciapèli, fette di mela essiccate consumate dalle famiglie durante l’inverno o come merenda tipica per i bambini.

Anticamente la coltivazione di questa varietà di mela era diffusa in tutta la provincia di Reggio Emilia ed è tuttora praticata, anche se in misura decisamente ridotta e ormai solamente da tre aziende agricole locali. La produzione sopravvivere grazie alla domanda del mercato locale.

Nel XIX secolo, il termine pom ferr indicava diverse varietà di mela caratterizzate da frutti di elevata consistenza e conservabilità. Ancora più antiche risultano le testimonianze in Francia sulle varietà di Pomme de Fer, come indicato dal dizionario di pomologia edito dal ricercatore francese André Leroy nel 1873. In Emilia Romagna il melo ferro è sicuramente presente alla fine del 1880, proprio come testimonia la ricerca "I nomi delle piante nel dialetto reggiano" risalente 1915.

Nel 1919 la mela ferro costituiva il 20% della produzione delle mele prodotte nella provincia reggiana, valore che tuttavia precipita negli anni successivi fino a raggiungere il 4% nel 1948.

Oggi, la coltivazione è ormai poco diffusa nella provincia di Reggio Emilia e permane solamente con piante sparse, soprattutto nella zona della pianura e delle colline.

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Territorio

NazioneItalia
Regione

Emilia Romagna

Area di produzione:Cadelbosco di Sopra (RE) e dintorni

Altre informazioni

Categorie

Frutta fresca, secca e derivati

Segnalato da:Giuseppe Traversoni