Il pequi (Caryocar brasiliense) è un albero tropicale originario del Cerrado, un’area molto estesa (circa 2 milioni di kmq) che si trova sull’Altopiano centrale del Brasile e che interseca numerosi stati. Considerato la savana brasiliana, il Cerrado è una fra le aree più ricche di biodiversità al mondo. Grandi quasi come un’arancia, hanno forma ovoidale e, a piena maturazione, buccia di colore verde smeraldo. La polpa è gialla, molto profumata, morbida e dolce, e avvolge tre semi spinosi. Si consuma fresca, ma può essere conservata in salamoia o congelata. I semi sono ricchi di minerali e vitamine: una volta ripuliti dalle piccole spine, si possono mangiare arrostiti o saltati in padella. Al loro interno c’è una parte oleosa che serve per la preparazione dell’olio di pequi, impiegato per usi alimentari o nella medicina tradizionale, per il trattamento di disturbi respiratori o della vista legati alla carenza di vitamina A. Anche le altre parti dell’albero hanno un impiego: dalla corteccia si ottiene una tinta giallo-marrone, il legno è di ottima qualità e le foglie (astringenti) stimolano il funzionamento del fegato.
Nel Parco Indigeno dello Xingu (PIX), situato in un’area di transizione tra il Cerrado e l’Amozzonia e attraversato dall’omonimo fiume Xingu, si trovano molte varietà di pequi, con polpa di colore diverso (giallo, rosso o bianco), con o senza spine.
Questo frutto ha un valore simbolico e il suo consumo è diffuso tra i popoli indigeni che compongono la società multietnica e multilingue del territorio indigeno Xingu. In particolare, il popolo Kisêdjê, si dedica anche alla produzione dell’olio, secondo una tecnica appresa dai popoli dell’Alto Xingu. Oggi, l’estrazione si fa tramite un macchinario nel quale vengono passati i semi, ripuliti dalle spine e tostati (nella lingua indigena dei Kisêdjê pequi significa proprio “buccia spinosa”).
L’olio non ha un uso culinario, ma è impiegato dai Kisêdjê come repellente o vernice per il corpo. Si vende anche sui mercati della città di San Paolo e costituisce un’importante fonte di reddito per le comunità.
Da un lato, promuove il frutto del pequi, anche attraverso il coinvolgimento dei cuochi dell’Alleanza, impegnati a valorizzare tutti i prodotti del parco e a organizzare attività di formazione, dall’altro lavora per coinvolgere nuovi gruppi del popolo Kïsêdjê nel progetto di produzione dell’olio di pequi, per promuoverne la vendita e aprire nuovi mercati.
Area di produzione
Villaggi di Ngojhwere, Horehusikhô, Ngôsôkô, Yarumã ,Terra Indígena Wawi, comune di Querência, stato del Mato Grosso.
Denise Barbosa
Facilitadora Slow Food - Centro-Oeste
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d.barbosa@slowfoodbrasil.com
Mayk Arruda
Facilitador Slow Food - Centro-Oeste
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Referente produttori
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