Orto familiare di Augustin Yawson

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Ghana

Western

Augustin Yawson, agricultore, ha avviato questo orto familiare con la moglie Stella (pastore in una chiesa locale) e i loro tre figli nel 2015. L’orto circonda la casa con piccoli appezzamenti, per una superficie totale di circa 20 metri quadri. Coltiva in consociazione moringa, aloe vera, pomodori, taro, gombo, peperoni verdi, anguria e l’ortaggio a foglia chiamato “gboma” (melanzana locale). Concima il suolo con il letame dei suoi 65 conigli, mischiato con materiale vegetale (anche dalla sua pianta di wandaringiu) e scarti della cucina. Combatte i parassiti con una preparazione di foglie di neem (un infuso bollito e fatto raffreddare prima di essere usato). Ispirati dal suo esempio e aiutati dai suoi consigli molti vicini hanno iniziato a coltivare i loro orti.

Area
Palmlands, Takoradi, regione Occidentale

Coordinatore
Augustin Yawson

Coordinate GPS approssimative

Slow Food in Ghana

Nel Ghana la neo-colonizzazione della gastronomia è evidente. La maggior parte del cibo a disposizione nei supermercati e mercati locali è importata dall’estero. È facile trovare bevande di produzione italiana, pollame dai Paesi Bassi, cioccolato svizzero, distillati dal Sudafrica, concentrato di pomodoro e pesce in scatola dal Sud-Est asiatico. La distribuzione gratuita di prodotti chimici e fertilizzanti ai contadini li spinge a passare alle monocolture (manioca e palma da olio) rendendoli dipendenti da un modello di agricoltura industrializzato e orientato all’esportazione. Slow Food è attivo in Ghana dal 2014. Grazie al lavoro svolto da circa 20 volontari regionali (professionisti come agronomi, formatori, specialisti di tematiche di genere, veterinari e gastronomi, animatori di comunità, attivisti) è stato istituito un coordinamento nazionale. I cibi tradizionali dimenticati includono varietà locali di riso rosso e nero, miglio africano selvatico (diventato raro e minacciato dall’introduzione della varietà bianca americana), varietà di igname e taro, ortaggi a foglia indigeni impiegati come ingredienti di porridge e zuppe, funghi e specie ittiche endemiche. Nella regione occidentale del paese le comunità del cibo lavorano per preservare alcuni metodi di produzione tradizionali (estrazione artigianale dell’olio di palma, cottura nei forni locali...). Le comunità di pescatori stanno lottando contro le tecniche insostenibili (come la pesca a strascico) messe in atto prevalentemente da navi di proprietà cinese. Anche le esplorazioni per verificare la presenza di petrolio stanno danneggiando la costa. Per essere più efficace contro queste sfide, Slow Food collabora con altre organizzazioni locali e internazionali ed è parte di piattaforme contadine nazionali. L’educazione è una componente essenziale del movimento Slow Food. E’ il mezzo che innesca il cambiamento nelle abitudini dei consumatori. La rete ghanese è pertanto impegnata nella sensibilizzazione con giovani, adulti, insegnanti, donne trasformatrici, per renderli produttori consapevoli e consumatori attenti.

Informazioni sull'orto

Tipo:Comunitario
Superficie in m2:20
Persone coinvolte:5
Coordinatore:Philip Amoah