Vacca da latte islandese

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Vacca da latte islandese

Íslansk Mjólkurkú

La vacca da latte islandese è un piccolo animale di origine nordica. Gli esemplari adulti pesano 470 kg nel caso delle vacche e 800-1000 kg nel caso dei tori. La maggior parte è priva di corna, a causa della selezione praticata per diversi decenni, tuttavia piccoli numeri di bovini con le corna si trovano in alcune fattorie. Sono animali resistenti, ben adattati al pascolo e a nutrirsi di foraggio grezzo. La legge impone che pascolino per almeno 8 settimane in estate.

Questa razza è nota in Islanda dai tempi dell’insediamento, oltre 1100 anni fa. È l’unica razza bovina allevata nel paese e il numero totale di vacche da latte è attualmente di circa 24.000 capi. Gli animali presentano una varietà di colorazione del manto più ampia di qualsiasi altra popolazione bovina in Europa. Il numero totale di mandrie di bovini da latte è in declino e nel 2015 se ne contavano circa 650.

La produzione annuale media di latte è di 4500 litri; il latte ha un contenuto di grassi del 4% e il 3,4% di proteine. Alcune singole vacche possono arrivare fino a 13.000 litri l’anno, una quantità eccellente per un animale di dimensioni così ridotte. Sebbene il latte sia il prodotto principale, anche la carne di manzo e altri prodotti della macellazione e le pelli sono fonte di reddito. Oltre al latte fresco, sono prodotti anche panna, burro, formaggi, yogurt and skyr, un tipico formaggio fresco islandese dall’aspetto e sapore simili allo yogurt. C’è sicuramente un certo interesse a riportare in vita alcuni metodi tradizionali di trasformazione del latte, come nel caso dello skyr. Viste alcune caratteristiche speciali del latte islandese, è importante non perdere le conoscenze tradizioni che fanno parte della lavorazione casearia, necessarie per mantenerne il corretto valore nutrizionale.

I bovini da latte islandese sono stati conservati come razza pura sin dalla colonizzazione dell’Islanda, tra l’800 e il 1000, e non ci sono documenti che indichino successive importazioni di altre razze. Solo alla fine del XX secolo, razze come la Angus, Galloway e Limousine furono importate per la produzione di carne. Le condizioni di importazione sono da sempre molto rigide e non ci sono stati incroci con la vacca di latte, che resta ancora un patrimonio genetico una delle razze pure più antiche d’Europa.

Sono disponibili informazioni scientifiche che indicano che alcuni componenti del latte delle vacche islandesi sono diversi da quanto si trova nel latte di altri paesi nordici, dove i bovini sono stati incrociati con razze europee esotiche, nel tentativo di aumentare la resa di ogni animale. Le caratteristiche proteiche e degli acidi grassi del latte islandese lo rendono particolarmente sano ed è stato suggerito che possano avere un ruolo nel proteggere i bambini dal diabete infantile. Inoltre, l’ottima composizione proteica è favorevole a una migliore produzione di formaggio. Mettere a rischio la razza ridurrebbe o annullerebbe completamente tali vantaggi.

L’esperienza internazionale mostra che un’erosione causata da introgressione genetica, incrocio o una completa sostituzione della razza richiederebbe un periodo di tempo piuttosto breve. Il recente allentamento nella legislazione islandese sull’importazione di materiale genetico potrebbe agevolare tali cambiamenti ed esporre le razze autoctone, come la vacca da latte islandese, a malattie infettive, peggiorando ulteriormente la situazione. Inoltre, maggiori importazioni di prodotti caseari dall’estero rischiano di aumentare la pressione economica sull’utilizzo commerciale della razza autoctona. È pertanto necessario promuovere l’importanza di questa razza nazionale, che si è adattata nei secoli all’ambiente climatico e naturale dell’Islanda.

Foto: Bændasamtök Íslands

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Razze animali e allevamento