乌杆枪
La storia della coltivazione del taro in Cina è millenaria, risale ai primi secoli d.C., ma questi tuberi non sono mai stati un cibo fondamentale nell’alimentazione quotidiana. Oggi una delle regioni interessate alla coltivazione del taro è lo Sichuan, che conserva nelle sue banche del germoplasma oltre 60 diverse accessioni di taro. Una di queste è coltivata dagli agricoltori del villaggio di Dahe, che si tramandano i semi di una varietà molto piccola, chiamata wuganqiang .
Il taro wuganqiang ha forma ovoidale, per questo viene anche chiamato taro a uovo, lo stelo è marrone-violaceo. La pezzatura è di circa 30 gr. Ha poche esigenze di acqua e quindi è molto popolare tra i coltivatori che hanno problemi di scarsità di acqua.
Il taro wuganqiang si pianta tramite bulbo, a marzo e aprile, lungo le rive dei corsi d’acqua dove ci sono condizioni ideali per la crescita di questi tuberi: molta umidità, terreno ben drenato, purché non siano aree che possono essere sommerse. Cresce in 5-6 mesi e il raccolto si fa a partire dal primo agosto dell’anno lunare cinese. Al momento del raccolto occorre tagliare via gli steli con una falce, e scavare con una zappa per estrarre il tubero.
A paragone di altre varietà il taro wuganqiang non è irritante per la pelle delle mani, causa una minore incidenza di allergie e quindi è adatto sia per gli anziani che per i più giovani.
Le gente del posto lo cucina arrosto o in zuppa, oppure lo offre come dono agli dei. Cuoce facilmente e ha una consistenza pastosa, glutinosa e morbida. Il taro wuganqiang è molto nutriente.
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