Rafano africano

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L’origine geografica del Corchorus olitorius è discussa, poiché è coltivato da secoli sia in India che in Africa tropicale. Alcuni autori indicano la zona indo-birmana come origine del Corchorus olitorius. Tuttavia, data la presenza di molte specie selvatiche del genere Corchorus in particolare nell’Africa tropicale, si ipotizza che il primo centro originario possa essere qui, dove è diffuso sia allo stato selvatico che coltivato come verdura.
Il rafano appartiene alla famiglia delle malvaceae, un’erba annuale alta fino a 4 metri e molto ramificata, con foglie alterne, semplici ovate o ellittiche, e frutti la cui capsula contiene semi di 1-3 mm di diametro. La cultivar appartenente al gruppo olitorius ha un’altezza che non supera i 2 metri ed è molto ramificata.
La pianta coltivata viene seminata al volgere della stagione umida, se ne utilizzano anche le foglie che sono raccolte tagliando tralci di 20-30 cm. Sono ricche di mucillagine. Con le foglie cotte o con la polvere delle foglie essiccate o dei frutti immaturi essiccati si prepara una salsa usata in Nigeria come condimento dei classici akara balls (polpettine di amido di manioca, igname o miglio). In vari paesi africani viene spesso cucinato con piselli, zucca, patate dolci, latte, carne e per insaporire i piatti insieme con peperoni e limone. Si usa anche come condimento di zuppe e, più raramente, senza cottura, come ingrediente di insalate fresche. In Europa il prodotto è venduto in polvere come prodotto libanese, con il nome arabo di meloukhia, ma è noto anche come “malva ebrea” o “ortaggio dei faraoni”.
La radice della pianta viene usata come decotto contro diverse affezioni: mal di denti, stipsi, febbrifugo, ed è anche un ottimo tonico.

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Territorio

NazioneGuinea BissauNigeria
Regione

Bafatá

Gabú

Oyo

Altre informazioni

Categorie

Spezie, erbe selvatiche e condimenti