Popovska gaovica

Arca del Gusto
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La Popovka gaovica (Delminichtys ghetaldii) è un piccolo pesce di acqua dolce, lungo circa 10 centimetri, un ciprinide che vive nelle acque sotterranee delle aree carsiche in varie località dei Balcani. A Popovo Polje, dove si trova una delle più grandi depressioni naturali carsiche del mondo, si trova in abbondanza nelle acque che risalgono alla superficie dopo le piogge, formando laghi e pozze d’acqua in cui gli abitanti del posto amano pescare.

Il ciclo di vita della gaovica in questa parte dell’Erzegovina è molto interessante. Trascorre la maggior parte della sua vita nei laghi sotterranei alimentati dalle acque provenienti dai numerosi pozzi, corridoi sotterranei, inghiottitoi e sorgenti: in quest’area se ne contano più di 500.
Quando le piogge invernali gonfiano le acque delle sorgenti sotterranee si forma in superficie, per la risalita delle acque stesse, un lago molto grande chiamato Popovopoljsko Jezero. E’ la forza dell’acqua che spinge le gaovice nel lago di superficie.
Le gaovice hanno carni molto nutrienti. Per molti secoli, ogni inverno si formava una vera e propria "industria della pesca di montagna" finalizzata a catturare le gaovice, che costituivano una parte fondamentale della dieta degli abitanti del luogo.
La pesca della gaovica e di altri pesci esistenti nel fiume Trebisnjica a Popovo Polje era gestita secondo regole stabilite: quando pescare, con quali attrezzi.. Si possono ancora vedere i resti delle due banchine per barche da pesca di Popovo Polje, dove il pesce veniva anticamente sbarcato.
Una baia si trova a Trnavica e l’altra, più importante, si trova di fronte, sul lato sud della dolina (polje) di Ravno.
A Ravno ci sono anche tre mulini ad acqua alimentati grazie agli inghiottitoi, dove si macinava il mais centogiorni di Popovo Polje, una varietà locale, utilizzando la potenza idraulica dell’acqua che cade nell’inghiottitoio localizzato sotto il mulino che, con la sua forza, azionava le macine.
Questi antichi opifici erano autosufficienti e si completavano a vicenda, e non utilizzavano altro che le risorse naturali locali.
La biodiversità era protetta nel modo più ecologico possibile. Tutti i pesci che non venivano pescati ritornavano nei laghi sotterranei attraverso i pozzi e le estavelle, quando l’acqua del lago si ritirava alla fine del periodo delle piogge, e sui terreni lasciati dalle acque si seminava il mais centogiorni.
Nella sua precedente scala subindustriale, l’industria della pesca è oggi scomparsa, a causa della distruzione dell’idrografia carsica dell’Erzegovina orientale da parte della diga idroelettrica Hidroelektrane na Trebišnjici Co, di Trebinje.
Ma in alcune rare occasioni, durante inverni estremamente prolungati e piovosi, nella zona del Basso Polje si forma ancora, per un breve periodo, una parte del lago di Popovo Polje.
Tuttavia, la pesca della gaovica viene ancora praticata in alcune estavelle e sorgenti.
Gli abitanti del luogo utilizzano diversi tipi di "cestini da pesca", ma i più comuni sono fatti di canna intrecciata.

Oggi, le gaovice sopravvivono ancora in molti luoghi sotterranei del bacino del fiume Trebišnjica, ma in quantità insufficienti per essere considerate un alimento: il loro ciclo di vita naturale è stato completamente interrotto dalla mancanza di un lago di superficie annuale in cui allevare e scambiare geni. Eppure le gaovice sono essenziali per l’ecosistema ipogeo (carsico sotterraneo) perché hanno un appetito vorace e sono insettivore e carnivore. Qualsiasi lucertola, rettile o altre specie di pesci che si avventurassero nel sottosuolo, verrebbe consumata da questi "piranha degli abissi".

In passato la popovska gaovica era pescata e cucinata molto semplicemente. Poiché è un pesce piccolo ma ricco di grassi e proteine, i contadini le cucinavano nel loro grasso, senza usare olio ma solo un po’ di sale. Il piatto si chiama "razvara". Oggi la gaovica si consuma raramente, ma quando in autunno, inverno o primavera i locali riescono a pescare la gaovica, la preparano ancora in questo modo. La gaovica si trova anche in altri anfratti sotterranei del fiume Trebišnjica, ma secondo gli abitanti del luogo, quella di Popovo Polje ha il gusto migliore.
Secondo Milenko Filipovic, uno dei due autori del libro "Popovo in Erzegovina" (Sarajevo 1959), in tempi antichi i contadini di Popovo Polje affumicavano la Popovska gaovica.

La Popovska gaovica deve essere protetta e conservata come una specie a rischio di estinzione dalle elevate caratteristiche nutritive, che ha nutrito gli abitanti locali per secoli offrendo un eccellente esempio di pesca e di alimentazione sostenibile ed ecologica.

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Territorio

NazioneBosnia Erzegovina
Regione

Federacija Bosne i Hercegovine

Republika Srpska

Area di produzione:Trebinje, Ravno (Popovo polje)

Altre informazioni

Categorie

Pesce, frutti di mare e derivati

Segnalato da:Brian Lewarne e Gordana Radovanović