Patata kimuli

Arca del Gusto
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La patata (Solanum tuberosum), denominata localmente “patata irlandese” per distinguerla dalla patata dolce (Ipomoea batatas), fu introdotta in Uganda tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo. Prodotta per la sussistenza degli agricoltori oltre che per la commercializzazione, i suoli più idonei per la coltivazione sono quelli degli altipiani di Kabale e Kisoro, due distretti situati nell’Uganda meridionale.

La patata kimuli è una varietà locale a buccia bianca originaria di Kabale, dove sin dal 1920 viene coltivata per il consumo domestico. Kimuli, in lingua luganda, significa “fiore”, in riferimento ai grandi fiori bianchi caratteristici di questa varietà. Tradizionalmente coltivata nei bananeti locali, il periodo di semina è compreso tra i mesi di gennaio e aprile. Sensibile alla peronospora, di cui è responsabile il fungo Phytophthora infestans, la varietà kimuli presenta una buona resistenza anche contro l’avvizzimento batterico indotto da Ralstonia solanacearum; non necessita di fertilizzanti chimici, pesticidi o altre sostanze e l’uso del letame ne garantisce una concimazione ottimale. Si dice che una volta seminata, la patata kimuli sia destinata a non morire mai proprio grazie alla sua notevole resistenza. In passato, alle patate kimuli si attribuiva anche una funzione rituale nella celebrazione dei matrimoni: durante la cerimonia, la madre della sposa ne recava un cesto in dono allo sposo e la novella coppia riceveva una zappa con cui le avrebbe coltivate; le patate kimuli, resistenti e robuste, simboleggiavano l’incorruttibilità dell’unione, anche qualora il marito fosse andato incontro alla morte, poiché le piante di kimuli sarebbero rimaste per sempre nel giardino della sposa e di sua esclusiva proprietà. Ottime da consumare arrostite, ma anche semplicemente cotte in acqua, le patate kimuli hanno un sapore e consistenza eccellenti; la colorazione, con la cottura, vira verso il giallo.

La varietà kimuli purtroppo vive una fase di declino dall’inizio degli anni 2000 a causa della bassa resa della coltura, dei tempi lenti di maturazione e della difficile commercializzazione dovuta alle dimensioni ridotte dei tuberi; molti agricoltori hanno preferito sostituirla con varietà migliorate, che oltre ad essere meno saporite, robuste e resistenti alle malattie, hanno anche lo svantaggio di non riprodursi facilmente come la Kimuli. Le nuove varietà, inoltre, necessitano di fertilizzanti chimici, costosi sia in termini economici che d’impatto sull’ecosistema locale. La conservazione della patata kimuli è dunque di primaria importanza affinché i coltivatori e le comunità locali possano far fronte a un mercato in costante evoluzione, alle necessità e al rispetto dell’ambiente.

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Territorio

NazioneUganda
Regione

Kabale

Altre informazioni

Categorie

Ortaggi e conserve vegetali

Segnalato da:Vincent Lagré