Ape giapponese

Arca del Gusto
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Nihon Mitsubachi

L’ape mellifera giapponese (Apis cerana japonica), diffusa solo in Giappone, è una sottospecie dell’ape mellifera orientale (Apis cerana). Si pensa sia nata quando il territorio che oggi è il Giappone si è separato dal continente attraverso il mar del Giappone, circa 20000-200000 anni fa.

Una colonia di api giapponesi conta migliaia di api, un terzo o la metà rispetto a una colonia occidentale. Ogni ape è lunga circa 10-13 centimetri e pesa 60-90 milligrammi; è circa il 20% più piccola di un’ape occidentale. Hanno anche un colore marrone più scuro rispetto alla controparte occidentale.

L’ape giapponese si trova nell’area di Honshu e nelle isole circostanti, al massimo a un’altitudine di 1000 metri sopra il livello del mare, nelle foreste, nei satoyama (una varietà di territori usati per l’agricoltura, un insieme di foreste, risaie e praterie) e nei parchi urbani. Vive a Nord fino alla Penisola di Shimokita nella prefettura di Aomori e a Sud fino alle isole Amami della prefettura di Kagoshima. L’inizio dell’inverno è la tipica stagione di raccolta del miele, sebbene in anni recenti, un numero limitato di arnie che utilizza una sorta di armatura ha permesso di raccogliere miele anche in primavera ed estate. Si stima che vengano raccolte ogni anno circa 30 tonnellate di miele (rispetto alle 2800 tonnellate dell’ape occidentale). Ci sono circa 5000 apicoltori a livello nazionale, ma solo 50-100 che lavorano a livello commerciale.

La prima testimonianza dell’esistenza di queste api appare nel Nihon Sholi (Le cronache del Giappone). Si dice che l’ambasciatore Yoho da Baekje (un antico regno coreano) abbia lasciato 4 arnie di api sul Monte Miwa. Nel periodo Heian, si trovano testimonianze di miele consumato nella corte imperiale e dato come tributo dalle province. In quest’era la popolazione cominciò ad allevare questa specie di api a livello nazionale, ma è nel periodo Edo che l’apicoltura cominciò seriamente. Per esempio, nel libro di Ekiken Kaibara (Erbe medicinali del Giappone, 1709) vengono classificati i mieli e viene fatta una distinzione tra miele di roccia (raccolto da alveari nidificati in zone scoscese), miele d’albero, miele di terra e miele di casa; è anche sostenuto che le api che producono questi mieli sono tutte uguali. Tuttavia, con l’introduzione dell’ape occidentale nel 1877, l’ape giapponese assunse un ruolo meno importante nell’industria del miele, anche grazie alle nuove tecnologie. Oggi c’è un rinnovato interesse per questa razza.

Le api giapponesi preferiscono il nettare di alberi con fiori semplici. Si vedono quando i fiori di montagna, come il Phellodendron amurense o la Meliosma myriantha, fioriscono. A differenza dell’ape occidentale, che difficilmente sopravvive sulle montagne, l’ape giapponese riesce a sopravvivere grazie alla sua forza contro nemici naturali come le vespe e perché preferisce i fiori che qui crescono. E questi fiori si riflettono nel profumo e nel sapore di questo miele.

Ci sono diversi tipi di miele, classificati secondo il metodi di produzione, filtraggio o lavorazione. Il miglior modo per gustarlo è di mangiarlo da solo, ma anche con tipico cibo giapponese, come il kuzugiri (una specie di spaghetto fatto di radici di kudzu) o ghiaccio tritato. Il sapore è estremamente dolce. Nel periodo Heian, il miele di questa specie non era solo uno dei doni elargiti alla corte dalle province, ma anche un prezioso aiuto per la salute.

Anche se è sopravvissuta all’introduzione dell’ape occidentale circa un secolo fa, la specie è stata fortemente colpita, dagli anni Sessanta, dallo sviluppo dilagante e dall’abbattimento di molti degli alberi da cui queste api producono nettare. Allo stesso tempo, anche il crescente utilizzo di pesticidi contro i neonicotinoidi ha colpito fortemente la specie. Per tutelare quest’ape e il suo miele, amato e consumato per oltre 10000 anni, è di vitale importanza che venga trasmessa nella tradizione culinaria giapponese.

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Territorio

NazioneGiappone
Regione

Kyushu

Altre informazioni

Categorie

Insetti

Miele