Ñaco del norte neuquino

Arca del Gusto
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Mirci

Il nome ñaco deriva dalle parole Quechua ‘jahku’, ‘shacu’ e ‘ñacu’, che significano tutte ‘farina’. I Pehuenche – una popolazione indigena appartenente alla cultura Mapuche, presente nelle regioni andine centro-settentrionali di Argentina e Cile – usano la marola ‘mirci’. La farina per il ñaco si ricava macinando grano fatto precedentemente germogliare e poi tostato, secondo una tradizione vecchia di un secolo. La farina al malto si chiama sancochado; si ottiene immergendo il grano in acqua tiepida e lasciandolo riposare in ambiente buio e umido. Non appena i chicchi germogliano, vengono tostati nel cayana, un tegame appeso ad un gancio ed esposto al fuoco diretto. Una donna manovra la pentola con abili movimenti fino a che il grano ha raggiunto il grado di tostatura desiderato. Questo viene quindi lasciato raffreddare e successivamente macinato. Anticamente, e a livello domestico spesso ancora ai giorni nostri, il grano veniva tostato su pietre poste direttamente nella cenere, o in contenitori di terracotta, e quindi macinato fra due pietre vulcaniche di forma piatta. Il ñaco ha il sapore forte e rustico dei cibi poveri, con aroma tostato e sentori di cioccolata. Viene solitamente consumato dolce, ma – a seconda della finezza della macinatura – può essere usato per la preparazione di piatti sia dolci che salati.Ancora oggi nel norte neuquino, la parte settentrionale della provincia argentina di Neuquén, il ñaco viene preparato a mano, col metodo tradizionale, in piccole quantità destinate all’uso domestico o alla vendita in occasioni particolari come fiere o festival tradizionali. In questa regione il ñaco è presente in numerose ricette. Mescolato con acqua calda prende il nome di ulpo, mentre viene chiamato checan se mescolato con acqua fredda. Viene mischiato con altri cereali, frutta, patate, zucchero, erbe e molti altri ingredienti, per farne ciambelle, biscotti, zuppe, creme e molte altre preparazioni. Un piatto tipico delle feste di paese è il chupilca, a base di ñaco, acqua e vino o birra.   L’uso di consumare i cereali e il grano sotto forma di farina tostata (chiamata gofio) o di fiocchi (col nome di millo) si sviluppò inizialmente nelle Canarie, per l’influenza della cultura araba e orientale. Da qui raggiunse successivamente le Americhe, per radicarsi presso numerose culture alimentari: in Uruguay con lo stesso nome di gofio, in Perù come harina tostada, presso gli indigeni Quechua come ñaco.

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Territorio

NazioneArgentina
Regione

Mendoza

Neuquén

San Juan

Altre informazioni

Categorie

Cereali e farine

Comunità indigena:Mapuche, Quechua