Mukombero

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Mkombela

Il mukombero (una pianta delle apocinacee nota anche come zenzero di White o Mondia whitei) è un rampicante legnoso perenne che si distingue per una crescita piuttosto aggressiva e una radice dal gusto aromatico. Si ritrova nelle foreste umide, come la giungla tropicale di Kakamega, nel Kenya occidentale, oltre che nelle foreste alluvionali, nelle foreste ripariali, nelle savane dotate di piante legnose e sul limitare dei boschi, fino a un’altitudine di 1800 metri. È facile da coltivare a partire dai semi, che si recuperano dal frutto quando inizia a spaccarsi. Si seminano all’inizio della stagione delle piogge. Il raccolto ha luogo tra aprile e settembre, con l’aiuto di un coltello affilato, di un panga (machete) e di una zappa. Le foglie, dalla forma ovata a base cuoriforme sono larghe 10-30 centimetri. Il picciolo e le venature assumono spesso un colore rossastro. Le radici presentano un colore giallo o bruno chiaro all’esterno, mentre l’interno è bianco o giallognolo. Il gusto, amaro, ricorda quello dello zenzero o della liquerizia. L’aroma ha note vanigliate. I fiori, per contro, hanno un odore sgradevole. Presentano cinque petali di un colore giallo smorto che può trascorrere fino al rosso-violaceo. Il frutto, che ha una consistenza pressoché legnosa e contiene molti semi, è costituito da una coppia di grandi follicoli di colore verde chiaro la cui forma può ricordare il cetriolo. Le foglie e i fiori si sviluppano quasi sempre tra il fogliame della vegetazione di appoggio, a grande distanza da terra, per cui si notano solo di rado.

La popolazione Luhya consuma la foglia fresca o essiccata, mangiandola cotta o cruda, a mo’ di verdura. Le foglie, essiccate e ridotte in polvere, servono da condimento. Le radici, che presentano una consistenza pastosa, si utilizzano sia essiccate che fresche per insaporire gli alimenti (per esempio gli stufati di carne) e il tè. La scorza della radice si mangia cruda, come spuntino, oppure si mastica per rinfrescare la bocca. Il gusto è inizialmente amaro e pungente, ma si raddolcisce via via con la masticazione. Per molti anni le comunità stanziate nei pressi della foresta di Kakamega hanno utilizzato in vari modi la scorza della radice del Mukombero: dalla masticazione della radice cruda all’incorporazione della sua polvere nei porridge in funzione aperitiva. È una pianta strettamente legata all’identità dei Kuhya della contea di Kakamega, che in passato, prima di affrontare un compito impegnativo, masticavano la radice per favorire la buona sorte. Ancora oggi il prodotto viene consumato da giovani e anziani. È un simbolo di pace e un emblema di prestigio, oltre a venire apprezzato per le sue proprietà medicamentose: le foglie si usano per curare l’ipertensione, le malattie cardiache, l’anemia, l’asma, i postumi dell’ubriachezza, la mastite e le allergie, ma si prendono anche per migliorare la qualità del sonno e della minzione, oltre che per alleviare i dolori del parto. Il Mukombero si prescrive anche gli uomini sterili o impotenti. La foglia, però, trova impiego anche come foraggio.

L’intenso sfruttamento del Mukombero nel quadro della farmacopea tradizionale africana ne ha fatto una specie vegetale a rischio. In alcune aree, specialmente nei dintorni di città e cittadine, la variante brada si è fatta rara a causa di un utilizzo eccessivo da parte delle comunità locali, che lo sfruttano in chiave commerciale. Dal momento che la parte più apprezzata è la radice, la raccolta compromette la pianta. Anche l’habitat sta rischiando di scomparire. In alcune zone sono state avviate iniziative volte a intensificare la coltivazione della specie, in modo tale da non dover coprire tutto il fabbisogno con piante selvatiche. L’obiettivo è creare un mercato sostenibile.

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Territorio

NazioneKenya
Regione

Western

Area di produzione:foresta Kakamenga

Altre informazioni

Categorie

Spezie, erbe selvatiche e condimenti

Comunità indigena:Luhya
Segnalato da:Samson Kiiru Ngugi