Mitoo

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Originario dell’Africa tropicale, il mitoo è un’erba perenne annua della famiglia delle leguminose (o Fabacee). In lingua Luo il termine “mitoo” designa la Crotalaria brevidens e la Crotalaria ochroleuca, due varietà di Crotalaria meno tossiche della media, e come tali adatte al consumo umano. Le due tipologie differiscono per il gusto e per la taglia delle foglie: la Crotalaria brevidens è più amara e presenta foglie più piccole; la Crotalaria ochroleuca ha foglie più grandi (13 x 3 cm contro 10 x 2 cm). Il gusto della foglia, di forma semplice o composta (da una a tre foglioline), può variare da leggermente amarognolo a molto amaro. I fiori, di colore giallo, si trasformano in capsule gonfie dal tegumento coriaceo che contengono a seconda della specie tra i 5 e i 50 semi. La forma del seme ricorda quella di un rene, e il colore va dal verde oliva al giallo-aranciato o al bruno. Il mitoo cresce spontaneamente tra i cespugli, nei boschi (spesso nelle vicinanze dei termitai), nei pascoli e nei campi. In certi casi viene coltivato su piccola scala (e allora si semina durante la stagione delle piogge). I molte aree rurali della contea di Nakuru, tra cui Molo e le zone montagnose del distretto di Naivasha, le donne che conoscono la specie escono a raccogliere le foglioline giovani e i germogli che crescono allo stato brado sul limitare dei campi o dei boschi nei pressi dei villaggi. La raccolta ha luogo circa 8 settimane dopo che la pianta ha germogliato.

Le foglie e i germogli di mitoo si preparano allo stesso modo di altri ortaggi da foglia tradizionali. Dato il suo gusto decisamente amaro e la sua consistenza mucillaginosa, però, il mitoo si consuma in quantità ridotte, il più delle volte abbinandolo ad altri ortaggi, come per esempio il murere (Corchorus olitorius). Spesso accompagna la carne stufata insieme all’ugali. Nelle aree rurali della contea di Nakuru (e più in generale nel Kenya occidentale) le donne mettono a bagno le foglie e i germogli bolliti in latte o latticello di vacca e lasciano fermentare il tutto per tre giorni. Quell’accorgimento migliora il gusto (riduce l’amaro) e consente di conservare il prodotto per un periodo più lungo. A quel punto le foglie si possono friggere o accompagnare a minestre o stufati.

Nelle regioni centrali e occidentali del Kenya il consumo di ortaggi da foglia (specialmente erbe amare cresciute allo stato brado, come appunto il mitoo) è una pratica particolarmente diffusa tra le donne più anziane, che sono tra le poche a detenere le conoscenze necessarie alla raccolta e alla preparazione di questo genere di prodotti. La loro predilezione per questo tipo di piante ha svolto un ruolo importante nella loro conservazione. Il gusto amaro non è l’unica attrattiva: le donne apprezzano anche la consistenza viscida e mucillaginosa del mitoo, alla quale attribuiscono diverse virtù, tra cui la capacità di lubrificare le articolazioni e facilitare il parto. Il mitoo svolge anche un’importante funzione ecologica nel quadro dei sistemi agricoli locali: come tutti i legumi, infatti, contribuisce a fissare l’azoto nei terreni e costituisce un eccellente foraggio per il bestiame. La raccolta del mitoo per i bisogni del nucleo famigliare è un compito quasi esclusivamente femminile. Solo l’eventuale parte in eccesso viene venduta, ed esclusivamente nei mercati locali delle aree rurali.

Il consumo di mitoo è un fenomeno circoscritto, e questo per varie ragioni. Da un lato la quantità di prodotto disponibile è in calo, anche a causa di periodi di siccità prolungata, e nella contea di Nakuru la sua coltivazione non è più una pratica comune. Al tempo stesso cambia il modo di mangiare delle persone più giovani, che non di rado migrano verso i centri urbani. Questo significa che la trasmissione dei saperi e delle pratiche tradizionali legati a questa pianta si sta interrompendo.

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Territorio

NazioneKenya
Regione

Rift Valley

Area di produzione:contea di Nakuru

Altre informazioni

Categorie

Ortaggi e conserve vegetali

Comunità indigena:Luo