Mirto cileno

Arca del Gusto
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Il mirto cileno (Myrceugenia apiculata) è detto in lingua Mapuche “kelümamüll”, cioè “legno arancione”. È una pianta sempreverde che raggiunge di norma i 12-15 metri di altezza. La corteccia arancione-rossastra, liscia al tatto, presenta macchioline bianche e una superficie polverosa. I fiori, di colore bianco, producono una bacca tondeggiante di colore nero che misura 1,5 di diametro e contiene tre semi. Nella zona i frutti della pianta, commestibili, sono impiegati nella preparazione di un liquore, di una bevanda fermentata detta “chicha” e di altre bibite dissetanti. Nella medicina popolare Mapuche trova impiego anche un succo ricavato dai gambi, la cui azione è ritenuta efficace contro le infezioni dello stomaco (pur non essendo mai stata verificata scientificamente). I fiori e i petali del fiore possono venire colti prima della maturazione del frutto e utilizzati nella preparazione di tortilla, oltre a costituire una risorsa importante per la produzione di miele locale. Il mirto cileno cresce soprattutto nelle foreste della penisola del Quetrihué e nel Nord dell’isola di Vittoria (parco nazionale di Nahuel Huapi), ma si trova spesso anche sulle rive dei fiumi e dei laghi e nelle foreste temperate di Neuquén, Río Negro e Chubut. Cresce anche in Cile, da Colchagua a Chiloe. In Argentina il suo areale di riferimento va da Neuquén al fiume Chubut. Più rada è la sua distribuzione lungo il corso del fiume Arrayanes nel parco nazionale di Los Alerces. La pianta non viene coltivata, ma il frutto viene raccolto allo stato selvatico per uso personale. Come fonte di cibo è noto quasi esclusivamente tra la gente del posto; molto più di rado tra la popolazione inurbata. Per questo motivo i prodotti preparati con i frutto del mirto cileno rischiano oggi di scomparire.

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Territorio

NazioneArgentina
Regione

Chubut

Neuquén

Río Negro

Altre informazioni

Categorie

Frutta fresca, secca e derivati

Comunità indigena:Mapuche