Miele di calden

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Miele di calden

Il miele di calden è un miele dalle caratteristiche particolari ma è anzitutto importante per la sua rarità. Infatti, è prodotto dalle api che meticolosamente ottengono il polline dai fiori del calden (Prosopis caldenia), un albero ad alto rischio d’estinzione nella provincia de La Pampa, in Argentina. Cristallizzando nel mese di raccolta, si ottiene un miele mono floreale piuttosto compatto. Di colore chiaro, grazie alla bassa umidità relativa del prodotto, ha un sapore e un’aroma unici, facilmente distinguibili. Se in passato le comunità Ranqueles, scomparse in seguito alla terribile Campagna del Deserto negli anni Trenta del 1800, raccoglievano il miele, oggi la produzione avviene attraverso il comune utilizzo di arnie. Queste ultime sono installate nei pressi dei boschi di calden dove le comunità di api suggono il nettare dai profumati fiori; successivamente, nel momento della raccolta, si estraggono le assi delle arnie per l’ottenimento del miele. La zona di produzione specifica è il centro-est della provincia de La Pampa, nei dipartimenti di Loventuel e Chilileo.

Il calden è un simbolo della geografia culturale pampeana. Infatti, considerato patrimonio naturale della provincia, è intimamente connesso alla sua fisionomia e storia. Era la principale risorsa forestale, oltre ad essere utilizzato come combustibile per le locomotive inglesi durante la Prima Guerra Mondiale. È una specie endemica della Repubblica Argentina; questa rarità lo rende unico nel mondo. Originariamente, i boschi di calden si estendevano dal Centro-Sud di San Luis, Sud-Est della provincia di Cordoba e Centro-Sud de La Pampa, fino a Sud di Buenos Aires e Nord-Est del Rio Negro. Fino al secolo scorso, rappresentava infatti il 24% della superficie della provincia. Nonostante ciò, La Pampa ha poveramente perso più dei due terzi dei boschi originari di calden, e la parte che tuttora resiste presenta marcati segni di frammentazione. Sfortunatamente oggi rimane appena l’11% del territorio provinciale. Il processo di degradazione boschiva ebbe inizio con il passaggio della ferrovia su suolo pampeano. Successivamente, il sovra pascolamento, il fuoco come strumento di gestione per l’ottenimento di migliori pascoli per l’allevamento, il disboscamento e l’avanzamento del settore agricolo, accelerarono ancor più l’impoverimento degli scarsi boschi restanti.
Di conseguenza, il corpo boschivo è impedito nel compiere efficacemente le proprie funzioni ecologiche e ambientali, oltre a influire sulla perdita di numerose specie di flora e fauna che necessitano di esso per vivere, convertendosi dunque in un ecosistema altamente vulnerabile.

La perdita dell’area pone il calden pampeano in stato terminale, classificandosi tra le categorie a maggior rischio (vulnerabile o minacciato). Nonostante la zona sia protetta dalla legge dei boschi, è necessario promuovere azioni efficaci, con l’obiettivo di porre rimedio alla delicata situazione del calden e del suo miele. Non si può perdere un habitat simile, unico nel mondo e patrimonio esclusivo per gli argentini.

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Territorio

NazioneArgentina
Regione

La Pampa

Altre informazioni

Categorie

Miele

Segnalato da:Marcela Biglia