Nei comuni di Viadana, Sermide e Magnacavallo si concentra la produzione del melone viadanese, che riveste un ruolo importante nell’ambito delle produzioni ortofrutticole.
Il melone vecchio viadanese pare si sia originato a partire da un incrocio tra un ramparén ed un rognoso, avvenuto poco dopo la fine della Seconda guerra mondiale presso la località Bellaguarda di Viadana. La nascita di questo melone, caratterizzato da un sapore e un profumo diversi per l’epoca, diede il via alla famosa melonicoltura locale.
Il melone di Viadana ha una pianta annuale molto vigorosa e dotata di fusto strusciante. La semina comincia ad aprile in condizioni protette a cui segue nel mese successivo il trapianto. La semina avviene direttamente a maggio quando si effettua in orto diretto. La raccolta invece si esegue manualmente a luglio in orto, un mese prima invece nelle condizioni protette. Questa varietà registra una scarsa resistenza al Fusarium, un fungo che colpisce gravemente questo frutto.
Il melone è lungo circa 20 centimetri e ha una forma a sfera leggermente schiacciata ai poli. Il peso oscilla tra i 900 grammi e 1.5 chilogrammi. Quando è maturo la buccia è sottile, liscia anche se a volte può esserci una leggera retinatura. Il colore della buccia è giallo paglierino. La polpa invece si presenta arancione, consistente e molto aromatica, con semi chiari ed elissoidi. Il melone di Viadana si presta ad essere consumato fresco, da solo o nel classico abbinamento con prosciutto o altri salumi. Si usa anche per la preparazione di antipasti, macedonie, dolci, sorbetti, gelati o frullati; è inoltre molto dissetante.
La produzione del melone di Viadana è proseguita fino agli inizi degli anni Settanta del secolo scorso. Dopodiché a causa di alcune caratteristiche considerate difetti dal mercato (pezzatura disomogenea, peso inferiore al chilo, tendenza alla spaccatura e quindi poco trasportabile, ecc.), questo melone è stato soppiantato da nuove cultivar di origine americana. Nei primi anni Duemila i semi sono stati rintracciati dall’amministrazione comunale di Viadana presso alcuni agricoltori ed è iniziato il suo recupero e la sua promozione.
Questa varietà di melone è stata anche oggetto di ricerca da parte di alcuni docenti e ricercatori della dell’Università di Pavia, che hanno raccolto in una pubblicazione numerose informazioni su un gran numero di varietà locali lombarde (“Le varietà agronomiche lombarde tradizionali a rischio di estinzione o di erosione genetica Ortive e cerealicole: uno sguardo d’insieme” , G.Rossi, F. Guzzon, M. Canella, E. R. Tazzari, P. Cauzzi, S. Bodino, N. M.G. Ardenghi , Pavia University Press, 2019)
L’attività di ricerca necessaria a segnalare questo prodotto nel catalogo online dell’Arca del Gusto è stata finanziata dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Direzione Generale del Terzo Settore e della Responsabilità Sociale delle Imprese – avviso n° 1/2018 “Slow Food in azione: le comunità protagoniste del cambiamento”, ai sensi dell’articolo 72 del codice del Terzo Settore, di cui al decreto legislativo n 117/2017
Torna all'archivio >


