Mais agostinella

Arca del Gusto
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Il mais agostinella è un’antica varietà di mais coltivata nel comune montano di Vallepietra. La varietà presenta un portamento eretto e può raggiungere altezze comprese tra 1,50 m e 1,90 m. Le foglie sono di dimensioni medio piccole e di colore verde scuro, mentre le spighe, piccole e poco produttive ma estremamente resistenti alle avversità, sono di colore variabile dall’arancio al rosso scuro, con frattura vitrea.
Il mais agostinella segue una rotazione colturale triennale: ovvero nel secondo anno viene piantata la patata, dopodiché il fagiolo o la verza ed in chiusura di rotazione di nuovo mais. Nell’areale di Vallepietra la semina, eseguita manualmente, inizia in primavera verso la fine di aprile e sono sufficienti poche quantità di seme. Tradizionalmente il mais agostinella si coltivava insieme al fagiolone di Vallepietra che cresce arrampicandosi proprio sullo stelo del mais. I campi, molto piccoli e pietrosi, sono pressoché impossibili da lavorare utilizzando trattori o mezzi medio grandi. L’irrigazione, nei periodi siccitosi, è praticata per scorrimento in solchi tra le file con un sistema di canali che sfruttano gli innumerevoli corsi d’acqua presenti sul territorio derivati dal fiume Simbrivio. Anche la raccolta del mais è manuale, le spighe sono intrecciate con le glume e appese ai soffitti dei magazzini per tutto l’inverno fino al momento della macinazione, questo con lo scopo di consentire un graduale essiccamento delle cariossidi.
Fin dai tempi antichi questa varietà è stata utilizzata per la produzione di farina da polenta, un piatto invernale molto consumato a Vallepietra. La produzione ridotta non permette una diffusione importante della farina che viene per questo motivo macinata all’occorrenza. In alternativa la granella vitrea viene utilizzata anche nell’alimentazione degli animali, e nello specifico per l’ingrasso di vitelli e agnelli. Gli abitanti hanno compreso il valore di questo mais e lo proteggono coltivandolo con cura, malgrado ciò la semina è sempre più difficile e limitata a pochi campi famigliari. Una piccola produzione è ancora presente soprattutto poiché legata alla coltivazione del già citato fagiolone di Vallepietra. Oggi il suo utilizzo sia nell’alimentazione umana che in quella animale è messo a rischio dalla possibile introduzione di varietà ibride molto più produttive anche se, fino ad ora, la comunità agricola locale ha dimostrato scarso interesse nei loro confronti.

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Territorio

NazioneItalia
Regione

Lazio

Area di produzione:Vallepietra (provincia di Frosinone)

Altre informazioni

Categorie

Cereali e farine

Segnalato da:Francesca Litta