Maiale Kolbroek

Torna all'archivio >

Il Kolbroek è un maiale di taglia media, più piccolo delle razze europee moderne. È di colore prevalentemente nero, ma sono piuttosto comuni esemplari con chiazze rosa più chiare. Sono animali pelosi, con coda corta e muso schiacciato, orecchie erette di dimensione media, testa di forma concava. Sono resistenti e quindi ideali per le attività agricole su piccola scala. Le cosce sono piuttosto sviluppate e le gambe, sebbene snelle, sono robuste con zampe particolarmente forti. La razza Kolbroek matura precocemente, cresce più lentamente rispetto alle razze moderne e ha un maggiore spessore del grasso dorsale a 222 giorni. È un maiale che si è adattato alle condizioni locali e non è oggetto di miglioramento genetico da quasi un secolo. La taglia più piccola e la personalità non aggressiva rende il Kolbroek più facile da gestire rispetto alla maggior parte delle razze suine. Cresce al meglio in condizioni di allevamento all’aperto e riproduzione libera e ha eccellenti abilità materne.

Il maiale Kolbroek è riconosciuto come razza tradizionale e indigena dall’Agricultural Research Council of South Africa. Esistono ipotesi diverse sulla sua origine e il suo arrivo in Sudafrica: alcuni storici sostengono che sia stato introdotto dai commercianti portoghesi nel XV secolo, altri ritengono che alcuni capi si trovassero a bordo di una nave, la “Coalbrook”, che naufragò nel 1778. I maiali erano spesso trasportati sulle navi per fornire carne fresca durante i viaggi, vista l’assenza di metodi di refrigerazione. È opinione comune che, come la maggior parte dei maiali, anche il Kolbroek abbia origine in Cina. Un’altra teoria sostiene che il nome derivi dalle chiazze più chiare sulle cosce: kol (macchia) broek (coscia).
In passato, questi maiali erano diffusi nelle piccole fattorie in tutto il Sudafrica, molto apprezzati dai contadini Afrikaan. Oggi è possibile trovarne popolazioni sparse e isolate nelle province di KwaZulu Natal, Free State, Eastern Cape e Western Cape.

Il Kolbroek ha una carne scura e saporita e, a seconda del tipo di allevamento, può essere molto grassa. È normalmente usata fresca, ma anche per la preparazione di salsicce, pancetta, prosciutti e, in passato, di sapone. Molti produttori hanno mantenuto la razza dal 2007 come esempio dei vantaggi dell’allevamento di una razza indigena in piccole fattorie. Non soddisfa invece i requisiti degli allevamenti industriali a causa delle cucciolate poco numerose, l’elevato grasso della carne e la taglia in generale, molto più piccola rispetto alle razze commerciali.

  • Hai imparato qualcosa di nuovo da questa pagina?
    Did you learn something new from this page?

  • YesNo
Torna all'archivio >

Altre informazioni

Categorie

Razze animali e allevamento

Segnalato da:Richard Phillip Haigh