Lepre di montagna

Arca del Gusto
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La lepre di montagna (Lepus timidus scoticus) è una specie indigena del Regno Unito, a differenza della più comune lepre bruna europea e perfino del coniglio domestico, importati entrambi dal continente. Di taglia più piccola rispetto alla lepre bruna, la lepre di montagne è una delle rare specie britanniche a presentare una pelliccia di colore bianco nei mesi invernali. È ancora presente in alcune aree montagnose della Scozia, ma nel complesso la popolazione appare in calo.

La lepre di montagna è un animale simbolo. Anticamente veniva protetta come una creatura mistica, quasi soprannaturale (come del resto la lepre bruna). Nel Diciottesimo e Diciannovesimo secolo entrambe le specie venivano apprezzate per la carne. Venivano consumate nelle campagne, ma raggiungevano anche i mercati delle piccole e grandi città. Al giorno d’oggi è raro trovare piatti a base di lepre di montagna nei ristoranti e il consumatore comune può procurarsene soltanto grazie a eventuali contatti con i proprietari dei terreni nei quali le lepri vengono abbattute.

La lepre di montagna predilige i paesaggi sperduti e inospitali. Soltanto chi è disposto a inerpicarsi per ripidi terreni montagnosi può sperare di vederla. Per quanto riguarda gli usi culinari, rarissimi sono i commercianti di selvaggina scozzesi in grado di fornire lepre di montagna, per cui la specie può entrare nella catena alimentare, ma questo accade solo molto di rado. Quasi del tutto assente dai menu, viene riconosciuta solo di rado dai ristoratori come una specie a parte.

Un tempo la lepre di montagna era molto presente, oltre una certa quota, in tutto il territorio del Regno Unito. Oggi, in compenso, sopravvive soltanto in alcune regioni montagnose della Scozia. Da vari anni, ormai, la popolazione risulta in forte calo. È per definizione una specie molto difficile censire. Le ultime stime hanno tutt’al più confermato che la distribuzione sul territorio scozzese è rimasta stabile. È in grado di riprodursi per buona parte dell’anno e riesce a figliare anche tre volte l’anno, se le condiziono risultano favorevoli, per cui può moltiplicarsi in tempi anche piuttosto rapidi. È stato osservato che la popolazione tende ad aumentare e decrescere secondo cicli di dieci anni. Si ritiene che questa fluttuazione periodica sia dovuta a un parassita degli intestini che compromette la fertilità della femmina. Da vari anni la popolazione complessiva non è stata oggetto di misurazioni, ma sono attualmente in corso dei rilievi. Tra i predatori naturali ci sono le aquile, le volpi e gli ermellini, anche se la principale minaccia è costituita dall’uomo. La lepre di montagna non è più una specie molto comune, ma non per questo è ritenuta a rischio di estinzione.

Predilige le macchie subalpine, ma si adatta anche alle brughiere dove vivono le pernici rosse. Il rapporto tra le due specie è complesso, perché entrambe sono infestate da zecche che comunicano tutta una serie di affezioni. Le lepri di montagna sono quasi del tutto immuni a queste malattie (anche se alcune constatazioni recenti inducono a credere che non sia più così), ma le pernici sono vulnerabilissime al virus dell’encefalomielite, diffuso dalle zecche. Anche per questo le proprietà dove si caccia la pernice promuovono l’abbattimento sistematico delle lepri per proteggere i loro investimenti. Spesso vengono uccisi oltre 1000 esemplari al giorno. In certi casi le carcasse vengono cedute a commercianti di selvaggina, ma sembra che il loro smercio sia una pratica scarsamente redditizia, per cui non di rado intere pile di lepri morte vengono abbandonate sul posto.

Ne deriva un dilemma abbastanza spinoso. Regolamentare le campagne di abbattimento per proteggere la lepre di montagna o accettare come una misura inevitabile lo sfoltimento della popolazione nell’interesse della pernice rossa (già accolta a bordo dell’Arca del Gusto)? Non è meglio garantire che i capi abbattuti trovino un utilizzo produttivo all’interno della catena alimentare? Stando ai rilievi che parlano di una popolazione ancora sostenibile, quest’ultima sembra essere la soluzione migliore.

In tempi recenti, in Scozia, la caccia alla lepre di montagna è stata regolamentata con l’introduzione di una misura di tutela: dal 1 marzo al 31 luglio la caccia è chiusa. Le campagne di sfoltimento hanno luogo di norma tra il tardo inverno e la primavera, prima della stagione degli amori, quando la neve è sciolta e il manto bianco della lepre risulta particolarmente visibile. Sembra però che non sia difficile ottenere permessi in deroga per cacciare la lepre di montagna anche fuori stagione.

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Territorio

NazioneRegno Unito
Regione

Scottish Highlands

Altre informazioni

Categorie

Razze animali e allevamento

Segnalato da:Walter Mowat