Lándar

Arca del Gusto
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I Lándar (Bunias erucago), chiamati anche Lándra nel dilaetto pavese, sono delle piante erbacee dalle foglie divise in circa sei paia di lobi laterali e dei fiori verdi, oppure gialli, che prendono la particolare forma di una croce greca. Appartengono alla famiglia dei broccoli e dei cavolfiori.
I lándar infestano in primavera i campi non irrigui coltivati a cereali della zona che si estende da Bereguardo fino a sud- est di Pavia.
Il consumo dei lándar è strettamente legato alla cultura contadina, cercando di sfruttare al massimo ciò che la campagna offre. Infatti, in tempo di crisi o nella stagione invernale poche persone potevano permettersi di consumare molte verdure e questo ha orientato le persone verso la raccolta di erbe spontanee commestibili.
La raccolta dei lándar avviene tra la fine dell’inverno e dura per buona parte della primavera; si usa raccogliere i lándar prima che il fiore sbocci, dato che in questo periodo le foglie sono più tenere da mangiare.
La raccolta avviene nella stagione primaverile e, le poche persone che raccolgono questa pianta cercando di osservare alcuni accorgimenti per poter garantirne la sopravvivenza: la pianta non viene completamente estirpata dal terreno, ma si raccoglie solo la parte aerea nonché quella commestibile.
Gli usi in cucina sono molteplici, infatti i lándar vengono consumati come fossero spinaci anche se il sapore è più deciso, oppure se teneri si consumano crudi in insalata. Esiste un modo di dire dialettale che dice “ris e lándar, mnestra ad primavera”, evidenziando il legame importante tra lándar e riso nella gastronomia contadina.
Nonostante sia una pianta con un areale piuttosto ampio, la conoscenza e l’utilizzo dei lándar sono ristretti a luoghi circoscritti, come le campagne del Pavese dove il legame è molto sentito e si organizza una manifestazione su questo prodotto.

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Territorio

NazioneItalia
Regione

Lombardia

Area di produzione:Oltrepò pavese

Altre informazioni

Categorie

Spezie, erbe selvatiche e condimenti

Segnalato da:Matteo Rognoni