Golgamjoo

Torna all'archivio >

Il golgamjoo è una bevanda ottenuta con cereali locali, come l’orzo e il miglio glutinoso. “Gol” è un antico termine coreano ancora usato nell’isola di Jeju per indicare il malto. Per preparare il gol, l’orzo non mondato è messo in ammollo in acqua per una notte, quindi lasciato a riposare in un luogo caldo, ombreggiato e ben ventilato, aggiungendo acqua frequentemente. Dopo due-tre giorni, l’orzo inizia a germogliare. Dopo una settimana, raggiunge una lunghezza di 3-4 mm e a questo punto viene messo al sole ad asciugare. Una volta asciutto, viene macinato per ottenere una farina grossolana e quindi conservato in un luogo secco.

Il miglio glutinoso coltivato localmente (chiamato gaebalsiri) e l’avena autoctona sono fatti bollire fino a ottenere una massa acquosa. Una volta raffreddata, viene mescolata con ulteriore acqua e il gol precedentemente preparato. Dopo sei-sette ore, la miscela inizierà ad addolcirsi, grazie alla fermentazione. Viene quindi versata in una sacca di cotone e pressata. Il liquido estratto viene cotto a fuoco basso fino a farlo ridurre, poi lasciato raffreddare e infine conservato per il consumo successivo.

A causa del terreno sabbioso e della presenza di ceneri vulcaniche, la risicoltura è impossibile sull’isola di Jeju, così le colture di base sono orzo, miglio e grano saraceno. Prodotti come l’alcol di cereali e le torte di riso, che normalmente in Corea sono preparati a partire dal riso, a Jeju sono a base dei cereali locali. In particolare, solo gli abitanti di Jeju usano la farina di miglio per produrre la loro bevanda alcolica tipica. Il golgamju preparato con il miglio glutinoso ha un sapore particolare e una consistenza più densa del sikhae, una bevanda simile a base di riso. Il golgamju è un prodotto specifico della cultura locale di Jeju, ma la coltivazione del cereale necessario per la sua produzione è in declino già dagli anni ’70, e quasi scomparsa dal 2000.

Il golgamjoo è noto localmente come bevanda alcolica servita alle tavole cerimoniali per rendere omaggio agli antenati durante le feste coreane tradizionali. Negli anni ’70 la maggior parte degli abitanti di Jeju usava il golgamjoo durante le cerimonie, e anche negli anni ’80 molte famiglie lo preparavano per le feste. Si crede che la storia del golgamjoo vada di pari passo con quella delle cerimonie di commemorazione degli antenati. Mentre si ritiene che la produzione di omegi-sul (un’altra bevanda locale) risalga a 800 anni fa, quella del golgamjoo è considerata molto più antica. L’attuale produzione è tuttavia limitata a un ridotto numero di anziani che vivono prevalentemente in zone rurali e che continuano a prepararlo per le celebrazioni tradizionali.

Dagli anni ’70, i consumatori preferiscono la comodità di comprare l’alcol già pronto al mercato, invece di preparalo a casa. Inoltre, con la maggiore disponibilità del riso importato, si è iniziato a produrre il sikhae di riso invece del golgamjoo di miglio glutinoso. Il cereale, l’ingrediente principale del golgamjoo, non si coltiva più frequentemente dalla fine degli anni ’80, vista la disponibilità del più economico miglio cinese. Per questo motivo, anche chi desidera produrre il golgamjoo con gli ingredienti autoctoni spesso non è in grado di farlo. Così il golgamjoo, un tempo un prodotto diffuso e apprezzato, resta solo nei ricordi degli anziani e sulle tavole cerimoniali dei pochi che sanno ancora prepararlo a casa. Se la situazione perdura, entro una generazione scomparirà del tutto.

  • Hai imparato qualcosa di nuovo da questa pagina?
    Did you learn something new from this page?

  • YesNo
Torna all'archivio >

Territorio

NazioneCorea del Sud
Regione

Jeju-do

Altre informazioni

Categorie

Bevande distillate e fermentate