Questa pianta (Morrenia odorata) ha svariati nomi, ma è comunemente chiamata doca nel nord-ovest dell’Argentina e tasi o tase nel nord-est. È una pianta rampicante perenne che produce un frutto simile ad una sorta di zucchina, verde brillante e a forma di pera. I frutti sono lisci, lunghi tra gli 8 e i 14 cm e ricchi di semi marrone scuro. I fiori sono rinomati per il loro delicato profumo simile alla vaniglia. In Argentina settentrionale, sono conosciute quattro varietà commestibili di doca. I frutti contengono alte quantità di calcio, ferro e magnesio e possono sostituire nella dieta i frutti venduti in tutto il mondo, specie per coloro che non possono trovarli nei centri urbani o nei supermercati per ragioni economiche o di trasporto. I piccoli frutti hanno teneri semi e possono essere mangiati crudi. Hanno un sapore dolce e piacevole. I frutti maturi possono essere preparati in stufato, bolliti o farciti. Tra i Toba, i Wichì e altri gruppi etnici nel nord e nel nordest dell’Argentina, ci sono numerose ricette che includono frutti freschi e crudi, dolci, concentrati, salse e frutti arrostiti o fritti. Sono anche preparati in grigliata o al forno: questi due tipi di cottura sono tipici delle popolazioni indigene e Chaqueños Creoles. Le foglie molto giovani vengono anche consumate, una volta raccolte quando la pianta è senza frutti. Possono essere bollite, macinate o fritte con le uova. Anche i fiori, una volta bolliti, sono commestibili: sono preparati in minestre o insalate. Gli anziani abitanti dell’area conservavano nei magazzini doca essiccato per prevenire la fermentazione. Il doca non è commercializzato in Argentina ed anche se la pianta cresce frequentemente in maniera selvatica, l’habitat del Chaco argentino è ormai permanentemente alterato e degradato dal disboscamento delle foreste (montes), che ha causato anche un declino della disponibilità di cibo. Il consumo di doca è a rischio a causa del continuo declino delle risorse alimentari e della perdita di conoscenze culturali che supportano l’alimentazione della regione. Attualmente, l’uso di doca come risorsa alimentare non è molto estesa.
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| Comunità indigena: | Toba, Wichì, Guaranì |
| Segnalato da: | Graciela Di Benedetto e Marta Nuñez de Kairuz |



