Calafate

Arca del Gusto
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Calafate

Il calafate è un arbusto nativo della Patagonia che è sempre stato usato dai popoli che l’hanno abitata, sia coloni che popoli indigeni.
Il calafate, chiamato anche michay, è un piccolo frutto rotondo, che assume una tonalità violacea quando arriva a maturità. All’interno ha una polpa dal gusto agrodolce, con semi piccolissimi. Questo frutto cresce su un arbusto, il Berberis microphylla, che può raggiungere un massimo di 2,5 metri. E’ difficile raccoglierlo perché i suoi rami sono spinosi. Di questo albero non si mangiano solo i frutti ma anche le radici e la corteccia, utilizzati soprattutto a scopi medicinali: le radice sono conosciute per avere proprietà abortive.

Questo arbusto è caratteristico delle aree più meridionali del Cile, dove è una pratica collettiva e familiare andare a raccogliere i frutti per poi preparare dolci, succhi, bevande fermentate e liquori. Anche se questa pratica è ancora di attualità, e la raccolta si compie sempre a mano, lottando contro il vento e le spine, l’habitat dell’arbusto è sempre più ridotto, con l’espansione dell’urbanizzazione e la deforestazione.

L’origine di questo arbusto è spiegata dalla mitologia dei Selk’nam. Quando i Selk’nam abitavano la Terra del Fuoco, si erano raggruppati in tribù e due di loro erano in grande conflitto. I capi di entrambi le comunità si odiavano. Uno di loro aveva un figlio che amava vagare nei campi. Un giorno incontrò una giovane bellissima con occhi neri intensi e s’innamorò di lei. Purtroppo lei era la figlia del nemico di suo padre, e l’unico modo per loro di stare insieme era nascondersi, ma furono scoperti dallo stregone della tribù della ragazza. Questi tuttavia non riuscì a separarli, ma trasformò la donna in una pianta. Questa pianta conservò tutta la bellezza dei suoi occhi neri ma con le sue spine doveva impedire al giovane amante di toccarla. L’ amore del ragazzo invece era talmente forte che non riuscì ad allontanarsi e morì al suo fianco.

Così si dice che tutti coloro che riescono a mangiare il frutto di questo arbusto sono destinati a tornare in Patagonia, perché non si possono separare dal potente amore che c’è nel calafate. La sua attrazione è cosi forte che non si riesca a stare lontani per un lungo periodo di tempo.

Foto: Diego Valdés

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Categorie

Frutta fresca, secca e derivati

Comunità indigena:Tehuelches
Segnalato da:Angeles Anglesio, Karim Patricia Fierro