Borim Backmocha

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Borim Backmocha

Il borim backmocha o borimcha è un “tteokcha” (un “tè compatto”) ottenuto dalle foglie di borimcha. Per prepararlo, le giovani foglie di tè devono essere scaldate al vapore e poi lasciate ad asciugare diverse volte, infine ridotte in polvere. Le foglie sono quindi mescolate con cartamo (紅花 – un fiore biennale usato in campo medico, per ottenere inchiostro e un olio) e acqua per creare una pasta, lavorata fino a ridurla in piccole forme piatte e rotonde come “tteok” (torte di riso), simili al tè cinese pu-erh. Le forme sono leggermente arrostite sul fuoco e poi infuse in acqua calda. Il tè può essere miscelato a zenzero e a un dolcificante. Il borimcha è noto per il buon sapore e come bevanda digestiva. L’area di Jangheung lungo la costa meridionale della Corea del Sud è famosa per questo prodotto.

Il borim backmocha si differenzia da doncha e choicha (altri tipi di tè) perché è prodotto con foglie giovani raccolte a Jeollanam prima del 20 aprile del calendario lunare (stagione Wujeon season). Il borimcha fu creato da Jeong Yak-yong (studioso e filosofo della dinastia Joseon) e da Choi Sun-sa al tempio Borimsa di Jangheung, Jeollanam-do, Corea del Sud. Il borimcha backmocha si prepara usando gli stampi per le torte di riso. Nel 1830, quando Choi Sun-sa, un sacerdote noto come il migliore produttore di tè della dinastia Joseon, si recò nella capitale per prelevare un piccolo stupa incastonato di gioielli con le ceneri del suo maestro, portò in dono del borim backmocha.

Dopo aver assaggiato il borimcha nel 1872, gli studiosi Lee Yu-won e Gokyeong Seon-sa affermarono: “è il miglior tè del paese”. Nel descriverne il processo di preparazione e la qualità, affermarono: “Il maestro del tè Jeong Yak-yong ha insegnato ai monaci del tempio di Borimsa il metodo Gugeong gupo, fatto di nove cotture a vapore e nove essicazioni. Il tè migliore è quello raccolto prima di Goku (20 aprile, una delle 24 suddivisioni stagionali secondo il calendario lunare). Questo tè può essere noto come Ujeon tea (tè preparato con le foglie raccolte cinque giorni prima di Goku all’inizio della primavera).” Il processo di preparazione del borimcha varia a seconda della fonte, è tuttavia certo che fosse molto noto nella seconda metà del XIX secolo. Secondo il diario di Kim Yun-sik (“Hum-cheong-sa”), un filosofo della fine della dinastia Joseon, portò il borimcha con sé quando visitò la Cina nel 1882.

Il tè è tradizionalmente prodotto nell’area del tempio buddista Borim-sa, accanto al monte Gaji. Oggi, diversi produttori di tè di Jangheung-gun, Jeollanam-do producono piccole quantità di borimcha. Non è tuttavia venduto in nessun mercato e i pochi che continuano a preparalo lo fanno per il proprio consumo. Il borim backmocha era molto diffuso nel XVIII e XIX secolo, ma visti i complessi processi di produzione e preparazione ha ceduto terreno al tè verde durante il periodo di colonizzazione giapponese.

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Territorio

NazioneCorea del Sud
Regione

Jeollanam-do

Altre informazioni

Categorie

Tè e infusi