Boldo

Arca del Gusto
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Le bacche di questa pianta sempreverde sono state da sempre raccolte dai popoli indigeni ai piedi delle Ande. Si dice di quest’albero nativo che emana un aroma molto intenso, come raccontato dal poeta e politico cileno Pablo Neruda nell’incipit di Confesso che ho vissuto, parlando del bosco cileno “…Mi entra dalle narici all’anima il profumo selvaggio dell’alloro, il profumo oscuro del boldo…”.

Il boldo (Peumus boldus), il cui nome deriva dalla parola mapuche “folo” dove la lettera “l” viene seguita da un sub-suono “d” trascritto in castigliano come “boldo”, era storicamente raccolto dal popolo Picunche, altro termine mapundungun (cioè mapuche) che significa “popolo del nord”. Dalle bacche i Picunche, ma anche gli altri abitanti delle regioni del Maule, del Bio-Bio e dell’Araucania facevano una chicha, o bevanda fermentata, dolce. Oggi invece si usano soprattutto le foglie profumate, che vengono essiccate per preparare degli infusi e bevande con proprietà medicinali per la cura del fegato e dello stomaco.

La progressiva degradazione degli ecosistemi per via della deforestazione e la perdita dell’accesso al mercato hanno contribuito alla diminuzione del suo consumo e della sua commercializzazione che oggi rimane a livello molto locale.

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Territorio

NazioneCile
Regione

Bío-Bío

Maule

Altre informazioni

Categorie

Frutta fresca, secca e derivati

Comunità indigena:Picunche
Segnalato da:José Manuel Barriga Parra