Bicho-do-coco

Arca del Gusto
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Il tarlo del cocco (Pachymerus nucleorum) chiamato bicho-do-coco ma anche morotó, gojibe, gongo, coró, fofó, gangôlo, è un insetto appartenente alla famiglia dei Coleotteri che si sviluppa all’interno del frutto di diverse palme, tra cui: la palma babassu, macauba, carnauba, dende, licuri ed altre. È conosciuto con i nomi locali: bicho do coco, morotó, gojibe o fofó.

Il seme del cocco rappresenta una fonte di alimentazione molto ricca e soprattutto un rifugio per le larve, che così si possono proteggere dalle minacce esterne durante il periodo della loro formazione.
L’insetto femmina depone le uova sulla superfice del frutto delle palme e dopo circa una decina di giorni queste si schiudono, originando delle larve che si muovono verso i semi e cominciano a nutrirsi e crescere. Queste larve si nutrono quasi esclusivamente della polpa delle noci di cocco e possono crescere fino ad occupare tutto lo spazio all’interno del frutto; può inoltre succedere che escano dalla noce per andare a cercare nutrimento in altre noci di cocco. Dopodiché le larve si trasformano in pupe, rimanendo in questo stadio per due mesi circa. Quando lo sviluppo dell’insetto è completato, l’insetto adulto rimane all’interno della noce di cocco per alcuni giorni prima di perforare il rigido guscio e uscire all’esterno. I fori d’uscita che si creano sono molto caratteristici: misurano circa 5 millimetri e possono essere visibili molto facilmente, anche nei semi per terra.

Per le comunità locali che basano la propria attività di sussistenza sull’estrazione e lavorazione delle noci di cocco macauba, babassu o licuri trovare queste larve è qualcosa di comune. Durante la raccolta delle noci di cocco, queste vengono aperte e le larve trovate vengono raccolte e messe in un contenitore. Per l’apertura si usano pietre, bastoni di legno oppure il machete: può capitare pertanto che le larve rimangano schiacciate assieme alla polpa del frutto per cui vengono mangiate subito. Le larve che vengono consumate sono di forma ricurva, misurano un paio di centimetri e sono di colore bianco crema tendente al giallastro. Hanno un sapore ed un odore che ricorda molto la noce di cocco e una consistenza burrosa. Si tratta di alimenti ricchi di proteine che vengono consumate limitatamente da alcune comunità locali. Le larve di bicho do coco si mangiano al naturale oppure fritte: vengono messe in una padella molto calda, così rilasciano il proprio grasso e si friggono.

Oggi risulta difficile reperire questo insetto poiché la riduzione della sua presenza è dovuta a diversi fattori, come l’uso indiscriminato dei pesticidi e la deforestazione a cui sono sottoposte le palme.

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Territorio

NazioneBrasile
Area di produzione:Parte settentrionale, nordorientale e sudorientale del Brasile

Altre informazioni

Categorie

Insetti

Segnalato da:Marcelo de Podestá