Banana Kisubi

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I coltivatori del posto distinguono le banane kisubi in due diversi cultivar: kisubi omutono, di piccola taglia, e kisubi omunene, di taglia più grande. La pianta ha un fusto leggero e snello di colore giallastro che raggiunge i 2-3 metri di altezza. Rispetto ad altre varietà di banano il kisubi presenta foglie più piccole, appuntite e dritte. Una caratteristica che condivide con altri cultivar locali. La variante piccola ha foglie erette di minori dimensioni.
In Uganda la banana kisubi può vantare secoli di storia.

La banana kisubi è diffusa soprattutto nella regione centrale (nel distretto di Masaka e nei pressi della foresta di Mabira) e la regione orientale. Viene piantata di preferenza sul bordo dei fossati e nei terreni collinari, più pietrosi. Si organizza in gruppi di 3-4 piante capaci di produrre frutti adatti all’estrazione di succo. La banana kisubi è la varietà più resistente ai suoli poveri e al clima arido delle regioni ugandesi in cui viene coltivata. Una generazione può sopravvivere anche per trent’anni, se viene curata a dovere. La maturazione è rapida. Il frutto è pronto da consumare entro cinque giorni dalla raccolta, e presenta una polpa dolce dal profumo di mela e dal gusto simile a quello dell’ananas. I caschi crescono più lentamente che in altre varietà: tra la fioritura e il pieno sviluppo del frutto trascorrono cinque mesi, a fronte dei tre che in altri casi rappresentano la norma.

La pianta ha un fusto piccolo e slanciato, di colore biancastro, fortemente curvo. L’infiorescenza è piccola e allungata. Produce un casco formato da non più di sette mani. Le foglie, sottili, sono biancastre. Il fusto è sempre ricco di linfa. Il frutto, usato in prevalenza per l’estrazione di succo, ha una forma tozza. L’aspetto non è dissimile da quello della banana mela (ndiizi), e anche l’effetto sui frutteti è di protezione delle altre piante. In Uganda orientale è noto anche come embidde. La produttività della pianta è elevata.

La banana kisubi si trova in vendita nei mercati locali e nei villaggi di campagna. In occasione di grandi eventi viene raccolta per venire consumata dall’intera comunità. Al tempo stesso la pianta è particolarmente suscettibile all’avvizzimento batterico, che nel giro di pochi anni ha distrutto interi ettari di questa varietà. In zona il frutto viene sbucciato e spremuto per estrarne il succo, che si può consumare fresco o lasciar fermentare per ottenere una bevanda leggermente alcolica detta tonto o bwakata. Il succo può essere utilizzato nella produzione di liquori (waragi, kasese, o mandule), anche se la kisubi è una varietà abbastanza introvabile, per questo è difficile ottenere una giusta quantità per la distillazione. Raramente le banane kisubi trovano impiego come ingrediente (quelle più malconce vengono fatte a pezzetti e mescolate a farina di manioca e bicarbonato di sodio, o altro agente lievitante), e può capitare che una parte del prodotto venga venduta ai compaesani, ai ristoratori e ad alcuni venditori ambulanti di focacce. In varie comunità, specialmente nelle epoche di siccità e carestia, la kisubi ancora acerba viene sbucciata, fatta essiccare al sole e macinata per ottenere una farina da mescolare alla farina di manioca per cucinare una pietanza nota come obutta. Le foglie trovano impiego in certe tecniche culinarie tradizionali, come nel caso del luwombo (carne cotta in un involucro di foglie di banano). La foglia di kisubi è la più indicata per i piatti al vapore, grazie al suo gusto neutro che non influenza il sapore dei cibi.


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Territorio

NazioneUganda
Regione

Masaka

Altre informazioni

Categorie

Frutta fresca, secca e derivati