Bacca tartaruga

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Skilpadbessie

La Nylandtia spinosa è un arbusto spinoso sudafricano che può raggiungere il metro d’altezza, e che cresce in zone costiere, tra le dune delle aree sabbiose così come sui versanti rocciosi delle montagne. I ramoscelli, rigidi, ricoperti di spine sulla punta, producono piccole foglie oblunghe e, in inverno, si ricoprono di numerosissimi fiorellini rosa. I fiori si tramutano poi in frutti commestibili, di un colore rosso-arancio e dal diametro di un centimetro che, pur essendo mangiati principalmente da uccelli e tartarughe, vengono apprezzati anche dai bambini.

Il Capo, regione del Sudafrica ricca di precipitazioni invernali, gode di una vegetazione caratterizzata da un’eccezionale biodiversità e da un alto grado di endemismo. Vi crescono molte specie commestibili, che tradizionalmente non venivano coltivate ma raccolte. Tuttavia, dalla metà del XVII secolo in poi i coloni introdussero varietà coltivate di frutta e verdura che, nel tempo, si sono affermate fino a costituire in tutto lo Stato la base dell’agricoltura moderna e anche della cucina. Oggi la cultura della raccolta e l’impiego dei cibi selvatici di questa particolare regione sono stati quasi completamente rimossi e, di conseguenza, si è verificata una significativa perdita di conoscenze.

Tuttavia un numero sempre maggiore di persone, tra cui cuochi, innovatori del settore alimentare, raccoglitori, giardinieri, agricoltori delle comunità e detentori dei saperi locali, sta tornando a usare in cucina le piante selvatiche della regione del Capo. Benché attualmente per avere questi alimenti ci si affidi alla raccolta di piante cresciute spontaneamente, sia in zone rurali sia urbane, vi è un forte interesse per lo sviluppo di una cultura della coltivazione di queste specie.
Storicamente, il gruppo etnico dei Khoi-khoi si nutriva dei succosi frutti della Bacca tartaruga, caratterizzati da un sapore fresco e lievemente astringente. Questa pianta, conosciuta dai locali come cargoe, fu illustrata nel corso della spedizione condotta da Simon van der Stel in Namaqualand nel 1685, e i suoi frutti furono descritti come capaci di placare la sete. Ancora oggi questi frutti sono molto popolari come snack (B. van Wyk and N.Gerricke, People’s Plants, Briza Publications, 2000). I frutti maturi venivano impiegati per produrre aceto. Sia i frutti sia i fiori vengono messi in infusione per ottenere degli alcolici leggeri con cui si aromatizza il vermouth.
Masticare qualche foglia di questa pianta fermentata aiuta a combattere l’insonnia. Dall’infusione dello stelo o delle foglie si ottengono invece bevande benefiche in caso di dolori addominali e tubercolosi, o più in generale dagli effetti tonificanti e digestivi. Se messa in infusione insieme alla Lebeckia multiflora, questa pianta costituisce un valido rimedio contro raffreddori, influenze e bronchiti.
L’etnia Tswana ottiene dalle radici un preparato per curare la malaria. I frutti sono ricchi di vitamina C e hanno proprietà dissetanti.



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Altre informazioni

Categorie

Frutta fresca, secca e derivati

Comunità indigena:Khoi
Segnalato da:Marijke Honig