Amadumbe

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Amadumbe è il nome Zulu della Colocasia esculenta, tubero noto come taro in altre parti del mondo. Ha origine nel sud-est asiatico e oggi è coltivato in molte regioni tropicali e sub-tropicali.
È da tempo coltivato anche in Sudafrica, dove fu introdotto dai commercianti portoghesi prima del 1500. È un’erba resistente, con grosse foglie a forma di cuore "a orecchia di elefante" e rizomi cilindrici raccolti come le patate.

È molto adatta al clima costiero sub-tropicale del KwaZulu-Natal ed è inoltre più semplice da coltivare rispetto alle patate, commercialmente più diffuse ma più soggette alla ruggine in condizioni tropicali e umide. Per questo motivo è ideale per gli agricoltori di sussistenza che non possono permettersi costosi fungicidi.

I tuberi di amadumbe hanno un ricco sapore di terra e polpa ricca di amido; sono bolliti, arrostiti o grigliati, fritti a fette o schiacciati per ottenere una purea. Si consumano da soli o aggiunti a stufato di manzo. Le foglie, e talvolta gli steli, sono consumati come gli spinaci e rappresentano un complemento al mais nella cucina Zulu.
Furono adottati dal popolo Zulu come alternativa all’igname e dalla comunità indiana del Kwa-Zulu Natal (che vanta la più grande comunità indiana al di fuori dell’India), discendenti di lavoratori vincolati da contratti di servitù debitoria giunti dall’India negli anni successivi al 1860 per lavorare nelle piantagioni di canna da zucchero. Inserirono l’amadumbe della loro cucina e uno dei loro piatti più saporiti, il puri-patta, si prepara con le grandi foglie di questa pianta. Le venature vengono rimosse dalle foglie, che sono quindi lavate e asciugate. Si prepara una pastella con un impasto di cipolla grattugiata, pomodori, succo di tamarindo, latte acido, cumino macinato, dhunia, aglio e peperoncino. La pastella viene quindi spalmata su ogni foglia, un’altra foglia è posta sopra, si passa nuovamente nella pastella e si procede a strati fino a terminare foglie e pastella. Le foglie disposte così a strati sono infine arrotolate strettamente; il rotolo ottenuto viene cotto al vapore su una pentola piena d’acqua per circa un’ora. Al termine della cottura, viene estratto e messo a raffreddare. Infine, è tagliato a fette di 3 cm di spessore, fritte in olio bollente. Le fette sono servite all’interno di due piccoli pancake, accompagnate da salse come mango verde grattugiato e yogurt alla menta.

L’amadumbe è una coltura tradizionale non più apprezzata, poiché i consumi si sono orientati verso tuberi più occidentali e commerciali, come le patate, associate all’idea di ricchezza. Spesso l’amadumbe è invece considerato l’alternativa dei poveri.

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Territorio

NazioneSudafrica
Regione

KwaZulu-Natal

Altre informazioni

Categorie

Ortaggi e conserve vegetali

Comunità indigena:Zulu
Segnalato da:Melissa de Billot