Un miele ad alta quota: il Presidio dell’ape nativa della Sierra Norte di Puebla

Sulla catena montuosa della Sierra Norte, in Messico, vive una speciale razza di ape. Localmente si chiama Pisilnekmej, è una Scaptotrigona Mexicana e fa parte della famiglia di api native del continente americano, la cui particolarità è di essere senza pungiglione.

Protetta dalle comunità indigene, è allevata nelle tradizionali mancuernas, arnie composte da due vasi di terracotta sigillati con un impasto umido di cenere. Il miele ricavato è usato dalle famiglie come alimento o come medicinale. Speziato e piccante al naso, è un miele complesso, aspro e con note di agrumi in bocca.

Nel 2012, in collaborazione con la cooperativa Tosepan Titataniske (il nome significa “uniti vinceremo” in náhuatl), è stato avviato un Presidio Slow Food. I produttori consegnano il miele e gli altri prodotti della mancuerna alla cooperativa, ricevendo un’adeguata remunerazione, quindi la cooperativa commercializza il miele, il polline e il propoli e con questi produce cosmetici.

Dal 2018 il Presidio partecipa al progetto “Rafforzando le capacità dei giovani indigeni e le loro comunità per difendere e promuovere il patrimonio agroalimentare”, finanziato dall’IFAD. L’obiettivo principale è quello di formare nuovi produttori indigeni, soprattutto tra i giovani, e promuovere questo miele dalle proprietà uniche e il suo territorio. Grazie alle attività del progetto, inoltre, Slow Food sta dando voce ai produttori del Presidio, sostenendoli nella loro protesta per difendere il territorio dal land grabbing messo in atto da imprese minerarie e di produzione di energia. Proprio in virtù dell’importanza del lavoro svolto fino ad oggi dagli apicoltori, Cuetzalan è stato dichiarato nel 2011 “Santuario dell’ape nativa Pisilnekmej”.

Slow Food di recente ha intervistato Tania Guadalupe García Guerra, coordinatrice del Presidio, e Rubén Chico Cruz, tecnico ed esperto di meliponicoltura.

Il Presidio è stato creato nel 2012. A oggi, quali sono stati i principali cambiamenti?
Il progetto è iniziato nel 2006 quando alcuni produttori si sono organizzati e si sono associati per vendere il loro miele a circa 50 pesos al litro. Nel 2018, a oltre dieci anni dall’avvio del progetto, questo prezzo si è raddoppiato nove volte, raggiungendo addirittura 450 pesos al litro.
Attualmente l’Unione delle Cooperative Tosepan, che coordina il Presidio, è tra le organizzazioni più importante al mondo per le api senza pungiglione. Il Presidio è stato un impulso estremamente fondamentale per contribuire a valorizzare al meglio questo miele. Un tempo il miele era svalutato perché le sue qualità organolettiche non erano quelle richieste dal mercato e il consumatore medio non era in grado di percepirne la qualità. Grazie a Slow Food, il miele ha iniziato a essere riconosciuto per le sue caratteristiche uniche.

Cosa rappresentano l’ape e il miele per la vostra comunità indigena? C’è una storia che puoi raccontarci su questo prodotto?
L’allevamento dell’ape messicana Scaptotrigona, il cui nome náhuatl è Pitsilnekmej (piccola ape), è stato tramando per generazioni nelle comunità indigene della Sierra Norte di Puebla. L’attività principale consiste nella creazione di un luogo sicuro per posizionare i vasi contenenti i favi e nella raccolta del miele. Il resto sono cure tradizionali: se fa freddo, sono coperti da una coperta, se in casa c’è stato un lutto, si mettono una croce di calce e rami di sambuco per proteggerli dall'”aria cattiva”. L’allevamento dell’ape Pitsilnekmej rappresenta un insieme di conoscenze e credenze estremamente importante per il popolo Maseual.

In che modo la meliponicoltura ha contribuito a preservare l’ecosistema locale della Sierra Norte de Puebla?
Lo Scaptotrigona messicano è una specie autoctona di questa regione, integrata con l’ecosistema locale. Si tratta di un’attività che ha mantenuto un’alta interazione con gli agroecosistemi tradizionali come la milpa o il koujtakiloyan (sistema agroforestale altamente diversificato per la coltivazione del caffè). In generale, l’attività della meliponicoltura contribuisce a preservare la ricchezza della flora autoctona. Ad esempio, l’impollinazione migliora la produzione di colture come il pepe grosso, il caffè, la sapodilla, e altre. Inoltre, la meliponicoltura è un’attività che favorisce la produzione biologica perché per la sua sopravvivenza richiede un ambiente privo di agenti chimici, come i pesticidi.

Quali sono le altre attività produttive dei meliponicultori del Presidio?
I meliponicultori del Presidio provengono da famiglie contadine la cui produzione è diversificata. Per l’autoconsumo scelgono il sistema della milpa, un complesso metodo mesoamericano di associazione delle colture in cui si coltivano fagioli, zucca, peperoncino e quelites (erbe selvatiche). Inoltre, si allevano polli, guajolote e anatre e coltivano pomodori, piante medicinali e piante ornamentali. Per la vendita, coltivano caffè, pepe, cannella e agrumi.

Perché questa forma di resistenza è importante, attraverso il cibo, nella vostra comunità?
Il cibo tradizionale della nostra regione si basa sui prodotti agricoli che sono stati prodotti nella regione per decenni, in equilibrio con l’ecosistema. Recuperare e diffondere questo miele significa quindi promuovere le colture autoctone della nostra terra e le buone pratiche. Inoltre, il cibo è un riflesso dell’identità culturale e salvarlo significa salvare le nostre radici.

Il Presidio Slow Food del miele di ape nativa della Sierra Norte di Puebla è sostenuto da Ifad (International Fund for Agricultural Development), attraverso un progetto che mira a mettere le comunità in condizioni di difendere e promuovere il proprio patrimonio gastronomico.

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