Tiziana Favi dell’Alleanza Slow Food dei Cuochi a Minsk: cuoca, donna, italiana

Alla fine di febbraio, su invito di Anton Kalenik, che condivide e diffonde la filosofia di Slow Food da oltre 10 anni, Tiziana Favi, straordinaria cuoca laziale, è arrivata in Bielorussia per sostenere i suoi colleghi nella difficile lotta per il cibo buono, pulito e giusto presso la cucina di un ristorante della capitale.

Gli inizi dell’Alleanza Slow Food dei Cuochi

Tutto è iniziato nel 2006, quando oltre 1000 chef provenienti da 150 paesi si sono riuniti a Torino all’incontro internazionale delle comunità gastronomiche di Terra Madre. In quell’occasione hanno gettato le basi per la cooperazione e il sostegno dei piccoli produttori, impegnandosi a educare e promuovere prodotti agricoli buoni, puliti e giusti.

Il ruolo degli chef è stato cruciale per la conservazione della biodiversità gastronomica. Sono loro che conoscono meglio di chiunque altro i prodotti locali e sono in grado di promuoverli nei loro piatti, dando così il giusto merito ai produttori locali.

alleanza cuochi 2006Qualche anno dopo è nata in Italia l’Alleanza Slow Food dei Cuochi, con un duplice obiettivo: incoraggiare i cuochi a entrare in contatto diretto con i produttori e coinvolgere i cuochi e i ristoratori di tutto il mondo nella lotta per preservare la biodiversità. Ogni anno nuovi paesi aderiscono all’Alleanza. Oggi sono più di 1.100 gli chef provenienti da 25 paesi che contribuiscono a proteggere la biodiversità attraverso il loro lavoro quotidiano.

Per sostenere l’impegno dei colleghi bielorussi e svelare i segreti per promuovere la filosofia di Slow Food, a fine febbraio Tiziana Favi, uno dei più importanti chef italiani dell’Alleanza Slow Food dei Cuochi, è stata ospite di Anton Kalenik, promotore della nascita dell’Alleanza Slow Food dei Cuochi in Bielorussia. Il cibo unisce e cucinare insieme rappresenta un’opportunità per condividere esperienze e un approccio razionale alla gastronomia.

Tiziana Favi e Anton Kalenik
Tiziana Favi e Anton Kalenik

La chef Tiziana Favi e il suo impegno

Dal 2015 Tiziana è chef e proprietaria del ristorante Namo Ristobottega di Tarquinia. Grazie al suo lavoro in cucina, al suo approccio al menu e alla selezione dei prodotti, nonché al suo attivo impegno in ambito educativo, Tiziana incarna l’ideale di cuoca e maestra, il cui obiettivo vuole essere rendere migliore il mondo. “Nella nostra cucina noi parliamo di amore. Amore per il territorio, per i prodotti, per le caratteristiche e le differenze che ci hanno sempre arricchito”, afferma Tiziana parlando del suo lavoro. “Ma prima di tutto, amore per le persone, per coloro che lottano quotidianamente per il diritto di continuare a fare ciò in cui credono, per i produttori locali che consultiamo ogni giorno per capire in quale direzione muoverci e per le associazioni che danno voce a coloro che pensavano di avere ormai perso per sempre”.

Alleanza Slow Food dei Cuochi a Minsk

In onore di Tiziana, al ristorante Animal Farm, è stata organizzata una “Cena con lo chef”, dove è stato offerto un menu nato dal lavoro congiunto di un team internazionale di chef. Una serata come questa consente non solo di apprezzare il gusto e la qualità del cibo, ma anche di imparare la storia di un piatto e dei suoi ingredienti, conoscere i cuochi e porre loro delle domande. Grazie alla cucina aperta è possibile seguire il processo di preparazione di ogni piatto. Il menu serale è stato chiamato “BieloTuscia”: un mix di Bielorussia e Tuscia (il nome storico della provincia di Viterbo, da cui proviene Tiziana). Alla cena è stata presentata l’intera varietà del patrimonio gastronomico della regione italiana: dal cavolo romanesco all’aglio rosso di Proceno, dalla nocciola della Tusica, all’olio di oliva Caninese.

“È la prima volta che a Minsk si organizza una ‘cena a quattro mani’ con la partecipazione di uno chef invitato dall’Alleanza Slow Food dei Cuochi”, afferma Anton parlando della serata. “E spero non sia l’ultima: l’evento è stato un vero successo! Abbiamo avuto circa 90 ospiti e tutti hanno apprezzato la scelta degli ingredienti, hanno ascoltato con interesse le storie sui piatti e sui prodotti e hanno anche chiesto informazioni sul movimento Slow Food, sull’Alleanza Slow Food dei Cuochi e su altri progetti finalizzati a proteggere la biodiversità.”

animal farm minsk“Abbiamo parlato molto della vita a Minsk, del lavoro del cuoco e di come possa aderire alla filosofia di Slow Food un cuoco in un ristorante nel centro di una città che conta quasi due milioni di abitanti e che ha mille problemi, primo fra tutti il clima e il lungo inverno”, dice Tiziana. “Tuttavia, nella sua cucina, Anton cerca di sfruttare al meglio gli ingredienti locali: burro, latte, carne di razze locali, uova. Il menu del ristorante propone piatti preparati secondo le ricette di famiglia usando ingredienti tradizionali: zuppa di fagioli e panna acida con pancetta affumicata, zuppa di carne con panna acida, funghi fritti…”

Spesso i cuochi dei ristoranti bielorussi sono costretti a ordinare frutta e verdura dai Paesi Bassi o dall’Italia, ma, fortunatamente, non tutti appoggiano questo sistema. In collaborazione con altri quattro chef sensibili al tema dei prodotti usati per cucinare e che comprendono l’importanza di scegliere ingredienti di stagione preservando la biodiversità locale, Anton sta lavorando per creare una rete tra gli chef e i piccoli produttori e agricoltori locali in grado di fornire prodotti locali di alta qualità. “Si tratta di una realtà moderna, ordinata, ben organizzata e vivace che rappresenta il futuro” dice Tiziana parlando dell’iniziativa degli chef, apparentemente piccola ma molto significativa per la comunità gastronomica bielorussa.

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