Sostenibilità e design per tutelare le foreste

La falegnameria Gabriele Cocco compie 40 anni!

Le foreste hanno un ruolo fondamentale: contribuiscono alla tutela della biodiversità, custodiscono le acque e il suolo, danno prodotti e cibo a milioni di persone e sono tra i principali serbatoi di assorbimento del carbonio.

Nonostante questo, secondo il Forest resource assessment, rapporto sullo stato delle foreste della FAO, dal 1990 al 2015 sono stati distrutti 129 milioni di ettari di foreste, un’area pari all’intero Sud Africa. Le minacce principali sono la conversione in terreni agricoli e destinati all’allevamento zootecnico, il taglio e il commercio illegale, gli incendi e l’avanzamento dell’urbanizzazione. In poche parole, un’insostenibile gestione di un patrimonio unico, che vede il Sudamerica come area più colpita (4,3 milioni di ettari persi ogni anno), seguito dall’Africa (4 milioni di ettari) e dall’Asia (poco meno di 2,5 milioni di ettari). Questa cattiva gestione si ripercuote anche nelle zone in cui la situazione è apparentemente positiva. In Italia, ad esempio, negli ultimi cinquant’anni, la superficie forestale è addirittura raddoppiata: un dato da un lato positivo, ma che dall’altro è sintomo dell’abbandono delle aree rurali da parte della popolazione e della riconquista senza controllo da parte del bosco che ha perso completamente tutte le funzioni positive che aveva sul territorio, diventando quasi una minaccia.

La perdita, la degradazione e l’abbandono delle superfici boschive sono fenomeni preoccupanti, che, se ristretti all’Europa, rientrano in una situazione ancora più preoccupante descritta nell’ultimo rapporto della Commissione Europea sul monitoraggio della biodiversità: il 77% degli habitat naturali europei è in crisi e il 56% della biodiversità è in pericolo. La situazione è, quindi, in generale, di estrema emergenza e richiede l’intervento di tutti. Tra le misure adottate nell’ambito forestale, la certificazione Forestale e il marchio Pefc (Programme for Endorsement of Forest Certification schemes), ad esempio, attesta che una foresta è gestita in modo sostenibile. Oggi, in Italia, oltre 800.000 ettari di boschi hanno questa certificazione e oltre 900 aziende rispondono ai criteri di sostenibilità nella loro selezione e lavorazione del legno.

falegnameria_cocco_2Anche la falegnameria Cocco Gabriele di Montorso Vicentino vanta questa certificazione. Ospite dell’edizione 2015 di Cheese e sostenitore della Fondazione Slow Food per la Biodiversità Onlus, la piccola impresa, che festeggerà i suoi 40 anni con una vera e propria festa in laboratorio il 23 ottobre, a cui parteciperà anche Slow Food Veneto, è una delle più qualificate nel settore e, grazie alla certificazione Pefc, ha la possibilità di garantire che tutti i suoi prodotti sono realizzati con legno derivante da foreste gestite in modo sostenibile e responsabile, prevalentemente europee.

«La caratteristica peculiare della nostra bottega – spiega Gabriele Cocco – è l’approccio trasversale al lavoro di falegnameria: conserviamo i vecchi saperi e li integriamo con mirati investimenti su nuove tecnologie. In particolare, scegliamo con accuratezza il nostro legname e scegliamo tecniche di lavorazione che siano naturali ed ecosostenibili. In particolare, trattiamo termicamente la maggior parte del legno e abbiamo creato il legno Bio Antique®, per far sì che il materiale si presti a un uso diretto e falegnameria_cocco_3sia privo di prodotti chimici».

La falegnameria collabora con il designer Andrea Francesconi nella creazione di prodotti di design per il brand Warm and Wood: «Da due anni – racconta Francesconi – cerchiamo di creare prodotti di uso quotidiano nel rispetto dell’ambiente e della tradizione. Le varie collezioni sono progettate e prodotte ponendo particolare attenzione al loro ciclo di vita e al tipo di relazione che gli oggetti avranno con gli utenti. La nostra ricerca di nuove soluzioni è in continua evoluzione. Abbiamo numerosi progetti e il nostro obiettivo è far tornare il legno nelle case, in particolare in cucina, perché crediamo fermamente che sia un’enorme risorsa naturale e, in alcuni casi, possa diventare un ingrediente locale fondamentale per le ricette stesse! Anche il legno, a modo suo, può essere buono, pulito e giusto».

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