Slow Food cresce in Malawi: una storia dagli orti

Manvester Ackson Khoza è socio Slow Food e responsabile degli orti nel suo paese: il Malawi. Oggi ci racconta di una rete che cresce

10.000 orti in Africa e la rete Slow Food
Manvester Ackson Khoza: gli orti in Africa e la rete Slow Food

Privo di sbocchi sul mare, il Malawi ha una popolazione di circa 16 milioni di persone e l’agricoltura rappresenta la principale attività economica (ben l’80% della popolazione lavora nei campi e le attività agricole contribuiscono in larga misura al Pil nazionale). Tuttavia, l’introduzione di varietà ibride nel paese sta indebolendo le millenarie colture locali e i sistemi di coltivazione tradizionali, in particolare quelli delle numerose tribù etniche, come la tumbuka, la chewa, la yao, la ngonde e la sena, che ancora oggi praticano un’agricoltura di sussistenza biologica.

Per questo, il progetto dei 10.000 orti in Africa in Malawi ha una rilevanza particolare: significa dar voce ai piccoli contadini del paese e rafforzarne la posizione nell’ambito di questo importante settore dell’economia.

Tra i protagonisti di questo progetto, c’è anche Manvester Ackson Khoza, un giovane trentaseienne coordinatore nazionale di Slow Food in Malawi dal 2014. Quintogenito di otto figli, Manvester è nato nella periferia del villaggio di Mantchewe, nel distretto di Rumphi. Diplomato in ragioneria e attualmente iscritto al corso triennale in Economia Gestionale e Imprenditorialità presso l’Università degli studi di Economia del Malawi, Manvester è entrato a far parte della rete Slow Food nel 2011, grazie a Mazoe Darline Gondwe, precedente coordinatore del progetto dei 10.000 orti nel paese. Fin dall’inizio, ha partecipato con entusiasmo alle attività del progetto, avviando 12 nuovi orti scolastici nella zona di Lura e costituendo, nel 2012, il primo di una serie di Convivium nel paese.

«La rete di Slow Food in Malawi si sta ampliando molto velocemente», racconta Manvester. «Sono diverse le organizzazioni e le istituzioni che sostengono la filosofia dell’associazione: tra queste, l’Ong Find Your Feet, il Ministero delle Politiche Agricole e Sicurezza Alimentare, il Ministero della Salute e l’Ong Future Vision/Matunkha. A oggi, si contano 47 orti scolastici e 11 orti comunitari tra il distretto di Rumphi e di Mzimba, nella regione settentrionale del paese. Il progetto si sta però estendendo anche ai distretti centro-meridionali del paese, come Slaima, Zomba e Chikwawa. Quasi 300 persone, di cui 80 retribuite, lavorano per tutelare e promuovere la biodiversità locale, anche organizzando eventi come il Terra Madre Day, a cui hanno partecipato molte Ong e comunità locali. Ha preso vita infine il progetto dell’Arca del Gusto: tre sono oggi i prodotti a bordo dell’Arca, il Msongolo, il Bizare e il Chisavu [Chinaka] ».

Edward Mukiibi, vice presidente di Slow Food Internazionale, ha fatto visita ai membri di Slow Food in Malawi nel 2014, apprezzando molto il grande lavoro svolto e segnalando alcuni prodotti che potrebbero diventare Presìdi, come le capre, la specie di pollo locale e il pesce Chambo, (Oreochromis karongae), specie ittica unica al mondo.

La collaborazione e l’entusiasmo sono le carte vincenti della nascente Slow Food in Malawi: solo grazie alla collaborazione di tutti i leader delle condotte, dei membri e dei sostenitori dell’associazione, contadini, allevatori e non, sarà possibile creare una forte rete Slow Food nel paese.

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