Questo non è un cuoco #7. A Biella il progetto di ristorazione ed educazione alimentare di Marta Foglio

L’attesa sta per finire: presto, entro fine febbraio, i clienti (che da quando il Piemonte è tornato in zona gialla tempestano la proprietaria di telefonate sperando di poter prenotare un tavolo) potranno finalmente sedersi e mangiare un piatto «con cui migliorare il mondo».

Foodopia, la creatura di Marta Foglio (uno dei 111 nuovi cuochi entrati nell’Alleanza Slow Food nel 2020), aprirà i propri battenti al pubblico sotto la veste di ristorante, poco meno di tre anni dopo l’avvio del progetto. Per raccontarlo, allora, facciamo un passo indietro.

«Ho cominciato insegnando educazione alimentare, ma presto mi sono resa conto che era necessario aiutare le persone a mettere in pratica i consigli di buona alimentazione che davo. Così ho deciso di formarmi a livello culinario: è stato il modo per trasmettere al meglio ciò che insegno» racconta Marta.

Nel 2018, quindi, ha deciso di aprire il proprio locale. Si chiama Foodopia ed è a Pollone, nel Biellese. «È una gastronomia dove i clienti possono acquistare (da asporto) i miei piatti e le materie prime che utilizzo – prosegue Marta -. Mi rifornisco da aziende agricole locali che rispettano la terra e la vita di persone, animali e piante».

Da fine febbraio, come dicevamo, la gastronomia diventerà anche un vero e proprio ristorante dove sedersi e mangiare, ma non solo. Verranno infatti attivati anche corsi di cucina dove imparare il tema che più sta a cuore alla chef, cioè il rapporto tra cibo e salute. 

Il percorso di formazione ed educazione alimentare

Nonostante la giovane età, la chef vegetariana Marta Foglio ha alle spalle una lunga formazione: prima un corso di naturopatia con specializzazione in educazione alimentare, poi il biennio all’Accademia Joia, la scuola di alta cucina vegetariana e naturale di Milano dove diventa allieva di Pietro Leemann, infine l’incontro con Franco Berrino, che la avvicina al tema dell’alimentazione e della prevenzione oncologica. Una volta rientrata in Piemonte, poi, ecco la collaborazione con Fondo Edo Tempia, l’associazione di Biella che si occupa proprio di prevenzione ai tumori. 

Alimentazione, salute, cucina sono insomma da sempre i capisaldi del suo lavoro: «Il nostro motto è “Miglioriamo il mondo partendo dal cibo” – continua – Significa che possiamo agire beneficamente sul pianeta e su noi stessi partendo da ciò che scegliamo di mangiare ogni giorno. Per farlo, però, occorre conoscerlo: più siamo consapevoli e più possiamo compiere scelte ponderate». 

Un approccio, quello di Marta, molto vicino alla filosofia di Slow Food, che da sempre guarda con attenzione al rapporto tra cibo e salute: ciò che mangiamo dev’essere buono, pulito e giusto – come sintetizzato nell’oramai storico slogan della nostra associazione – ma anche sano. Essere cioè nutriente, ottenuto da materie prime poco trattate, e fare bene. Sul sito di Terra Madre Salone del Gusto 2020, abbiamo perciò messo a punto un percorso multimediale grazie all’aiuto di ricercatori, nutrizionisti ed esperti di fama internazionale, con cui riflettere sul rapporto tra cibo e salute.

Foodopia, un’utopia guidata dal cibo

Non c’è soltanto la cucina, tra le passioni della vita di Foglio: un’altra è la letteratura. Proprio dalla lettura di un romanzo del 1932 le è venuta l’idea del nome Foodopia, cioè un mondo utopico nel quale il cibo funga da filo conduttore tra natura e uomo: «Stavo leggendo “Brave new world” di Aldous Huxley, in cui l’autore descrive un mondo trasformatosi in una sorta di catena di montaggio, nel quale non esistono più stagioni e la gente non prova emozioni – ricorda – All’epoca studiavo traduzione letteraria e avevo già iniziato i miei progetti di educazione alimentare: pensai a un mondo in cui il cibo potesse essere l’alternativa di quella utopia fredda e asettica raccontata nel libro».

Marco Gritti, m.gritti@slowfood.it

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