Vecchie varietà di albicocche del Vesuvio

Italia

Campania

Frutta fresca, secca e derivati

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Vecchie varietà di albicocche del Vesuvio

“Dopo il fico, l’albicocco è forse l’albero fruttifero più abbondante presso Napoli, soprattutto nei contorni del Vesuvio, dove vien meglio che altrove; e più maniere se ne contano differenti nelle frutta le quali nel nostro dialetto son chiamate crisommole” riporta il “Breve ragguaglio dell’Agricoltura e Pastorizia del Regno di Napoli” scritto nella metà dell’800.
Estremamente dolci, di qualità organolettica superiore alle moderne varietà, ma più delicate e deperibili e quindi di difficile gestione nei mercati ortofrutticoli moderni.
I nomi sono curiosi, solo per citarne alcuni: boccuccia, pellecchiella, vitillo, cafona, vicienzo e’ maria. Sono la testimonianza di un’intensa attività di selezione varietale svolta nei secoli dai contadini vesuviani per ottenere il meglio da una delle risorse più redditizie di questa terra. La boccuccia può essere liscia o spinosa a seconda della ruvidità della buccia e avere un sapore leggermente agrodolce, la vitillo è grossa e tonda, apprezzata per la produzione dello sciroppato, la pellecchiella è considerata una delle migliori per il sapore particolarmente dolce e lo straordinario profumo..
Le piante di albicocco erano seminate e il loro sviluppo era osservato attentamente, se si evidenziavano caratteri morfologici, organolettici o commerciali interessanti erano mantenute e propagate, altrimenti erano espiantate. La nuova varietà selezionata dai contadini, detta in vernacolo “pelese”, “razza verace”, “razza riuscita” o “razza nativa”, prendeva il cognome, il nome o il nomignolo dell’agricoltore che l’aveva ottenuta, oppure veniva chiamata come la località o il podere di origine, o ancora veniva definita da qualche spiccato carattere della pianta o del frutto.
Delle circa cento cultivar riportate nella letteratura ne sono state rintracciate ancora una settantina, ma la maggior parte è sopravvissuta e ospitata in campi di collezione varietale.
Una quindicina di cultivar di albicocco invece è ancora presente in campo, in un’area del Vesuvio che va dai 50 ai 150 metri di altitudine s.l.m., in aziende di piccole dimensioni. I terreni sono vulcanici e prevalentemente sabbiosi, le piante di albicocco sono coltivate in consociazione ad altre piante da frutto e ortaggi, non si pratica il diserbo con sostanze chimiche e si concima solo con prodotti organici.
La raccolta avviene tra giugno e luglio ed è manuale. Dopo il raccolto, le albicocche sono portate subito al mercato per poterle gustare al punto giusto di maturazione, nel momento in cui la loro qualità è migliore, oppure per trasformarle in confetture e pasticceria.

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Stagionalità

Il periodo di raccolta inizia dalla prima decade di giugno e termina entro fine luglio

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A partire dal 1970, il processo di urbanizzazione nell’area vesuviana ha ridimensionato fortemente le attività agricole ed ha confinato la coltivazione dell’albicocco in frutteti minuscoli, spesso rinchiusi tra gli edifici. Negli stessi anni sono nati nuovi mercati e nuove zone di produzione in altre regioni. Si è puntato alla selezione e all’impianto di varietà moderne e alla coltivazione in frutteti ad alta densità e meccanizzabili, mentre sul Vesuvio questo tipo di agricoltura non era praticabile.
La diminuzione d’importanza della produzione campana è evidente se si considera che negli anni ’80 la produzione di questa regione era circa il 40% della produzione nazionale (il 70 % della produzione totale del sud Italia). Oggi tali valori sono scesi rispettivamente al 30% e al 40%.
Il Presidio Slow Food vuole rilanciare questa realtà, salvaguardando la biodiversità varietale, tutelando i vecchi impianti, individuando le cultivar più diffuse tra quelle rimaste in coltivazione, una quindicina tra cui le varietà sopracitate, e migliorando i sistemi di raccolta e commercializzazione per esaltarne al meglio la qualità organolettica, evidenziando le peculiarità di ognuna.

Area di produzione
Comuni dell’area vesuviana, provincia di Napoli

Presidio sostenuto da
progetto iPark- Presidio e Cittadinanza - Cod. prog. 2015 - AMB - 0070
Mario Angrisani
Somma Vesuviana (Na)
Via Collegiata, 22
tel. 0818931597 – 3296235216
enzoangrisani@gmail.com
www.marioangrisani.com

Antica Trochlea
Pollena Trocchia (Na)
Via Gramsci,10
tel. 392 9479427
info@anticatrochlea.it

Pasquale Ascione
Pollena Trocchia (Na)
via Cappelli 91
tel. 335 6827833
ascione09@libero.it

Porzia De Falco
Sant’Anastasia (Na)
Via Largo Donna Regina, 11
tel. 3384977157
defalco.porzia@pec.it

Vincenzo Egizio
Brusciano (Na)
Contrada Vacche Rosse
tel. 0816588976 – 3892713615
scrivenzo@libero.it

Eligo di Bifulco Saverio
Ottaviano (Na)
Via Prisco di Prisco, 190
tel. 0815288635 – 3336275495
info@eligo.me
www.eligo.me

Istitituto Tecnico Agrario De Cillis
Ponticelli (Na)
via Argine 1085
tel. 081 5967424
nais064004@istruzione.it

Libera Feola
Somma Vesuviana (Na)
Via Annunziata, 24
tel. 339 3722387
libera.feol@alice.it

Masseria Clementina di Antonio Buscè
Ottaviano (Na)
Via Municipio, 60
tel. 366 8047512
info@masseriaclementina.it

L’oro delle terre vesuviane di Salvatore Di Sarno
Somma Vesuviana (Na)
Via I traversa Cimitero N°23
tel. 081 8280388 – 3476227351
lorodellaterravesuviana@gmail.com

Federico Perna
Somma Vesuviana (Na)
Via Lagno Fossa dei Leoni, 11
tel. 3487141474
federicoperna@pec.it

Francesco Porricelli
Sant’Anastasia (Na)
Via Pomigliano, 59
tel. 0815307030 – 3343349017
az_cavaliere@msn.com

Francesco Porricelli
Pollena Trocchia (Na)
via Duca della Regina 18
tel. 329 6125951
apreapina@gmail.com

Le prelibatezze di nonno Luigi di Pierfrancesco Ammendola
San Giuseppe Vesuviano (Na)
Via San Leonardo, 83
tel. 0818279330 – 3393525973
antichisaporives@libero.it

Ager di Monica Romano
Somma Vesuviana (Na)
via Pigno 127
tel. 328 8961487
romanogaetano_rg@libero.it



Responsabile Slow Food del Presidio
Patrizia Spigno
tel. 081 8446048 - 335 5351275
patspigno@hotmail.com

Referente dei produttori del Presidio
Gaetano Romano
tel. 328 8961487
romanogaetano_rg@libero.it
A partire dal 1970, il processo di urbanizzazione nell’area vesuviana ha ridimensionato fortemente le attività agricole ed ha confinato la coltivazione dell’albicocco in frutteti minuscoli, spesso rinchiusi tra gli edifici. Negli stessi anni sono nati nuovi mercati e nuove zone di produzione in altre regioni. Si è puntato alla selezione e all’impianto di varietà moderne e alla coltivazione in frutteti ad alta densità e meccanizzabili, mentre sul Vesuvio questo tipo di agricoltura non era praticabile.
La diminuzione d’importanza della produzione campana è evidente se si considera che negli anni ’80 la produzione di questa regione era circa il 40% della produzione nazionale (il 70 % della produzione totale del sud Italia). Oggi tali valori sono scesi rispettivamente al 30% e al 40%.
Il Presidio Slow Food vuole rilanciare questa realtà, salvaguardando la biodiversità varietale, tutelando i vecchi impianti, individuando le cultivar più diffuse tra quelle rimaste in coltivazione, una quindicina tra cui le varietà sopracitate, e migliorando i sistemi di raccolta e commercializzazione per esaltarne al meglio la qualità organolettica, evidenziando le peculiarità di ognuna.

Area di produzione
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Pollena Trocchia (Na)
Via Gramsci,10
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Somma Vesuviana (Na)
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tel. 329 6125951
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Responsabile Slow Food del Presidio
Patrizia Spigno
tel. 081 8446048 - 335 5351275
patspigno@hotmail.com

Referente dei produttori del Presidio
Gaetano Romano
tel. 328 8961487
romanogaetano_rg@libero.it

Territorio

NazioneItalia
RegioneCampania

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CategorieFrutta fresca, secca e derivati