Il Recioto della Valpolicella è un vino dalla storia millenaria, proprio come lo è l’appassimento, tecnica antichissima utilizzata nelle terre veronesi per conservare la frutta nei lunghi mesi invernali. Il primo a citare il vino “acinaticum” ottenuto dalla spremitura di queste uve disidratate è Plinio il Vecchio nel I secolo d.C. Successivamente Senatore Cassiodoro, storico e letterato del IV secolo d.C. al servizio di Re Teodorico, descrive accuratamente quel succo denso e così ricco di zuccheri che i lieviti faticano a trasformare del tutto in alcol, definendolo “mosto invernale, freddo sangue delle uve”.
L’origine del nome deriva da “rècie” (orecchie, nel dialetto locale) ovvero le ali dei grappoli attraverso i quali l’uva era appesa ai tralicci casalinghi.
Il processo produttivo di questo straordinario passito è laborioso. La vendemmia avviene verso la seconda metà di settembre, sempre più presto rispetto al passato, a causa delle temperature estive ogni anno più calde. Le uve destinate a questo vino devono essere eccellenti e, per questo, sono selezionate in vigneto, raccolte a mano meticolosamente e deposte con delicatezza in piccole cassette e in un solo strato, perché devono arrivare in cantina perfettamente integre. Una volta giunti in fruttaio, i grappoli possono essere lasciati nelle cassette in cui sono stati raccolti, oppure possono essere adagiati sulle “arèle”, ovvero delle grandi stuoie di bambù, così chiamate nel dialetto locale. Inizia qui il processo dell’appassimento, durante il quale l’uva è monitorata per controllare la sua perfetta sanità, effetto diretto della bontà della selezione in vigna e della cura nella raccolta in cassetta. L’appassimento è un processo molto lento, durante il quale l’uva perde quasi la metà del suo peso in acqua, concentrando le sostanze zuccherine e gli acidi presenti nei chicchi e sviluppando nuove e inedite sostanze aromatiche. Alla fine di questo processo l’uva viene pigiata e si avvia una fermentazione che normalmente si arresta da sola, a causa dell’elevato tenore zuccherino che inibisce il lavoro dei lieviti. A questo punto il vino viene travasato e filtrato e inizia il suo affinamento, generalmente in legno, talvolta in anfora. Il Recioto migliore deve essere affinato anni per sviluppare appieno tutti gli aromi.
Il Recioto è il vino simbolo della Valpolicella, padre di quell’Amarone, chiamato inizialmente Recioto Amaro, che ha reso questa regione vitivinicola celebre nel mondo. La storicità di questo vino è stata sancita dalla Denominazione di Origine Controllata, ottenuta nel 1969, e dal successivo adeguamento a Denominazione di Origine Controllata e Garantita, nel 2010.
Fino agli inizi degli anni 2000 il Recioto era prodotto da tutte le cantine, ma nel corso degli anni ha subito una forte diminuzione, causata dal successo internazionale dell’Amarone, che ha spinto i produttori a destinare gran parte delle uve appassite a disposizione a quel vino, e dalla contrazione del consumo del vino dolce, troppo spesso relegato dalla ristorazione a sfizio da fine pasto in accompagnamento al dessert, piuttosto che accompagnato al cibo salato, come era tradizione nella cucina locale.
Purtroppo, oggi, la produzione di Recioto rappresenta appena lo 0,6% di tutte le bottiglie prodotte in Valpolicella e ancor meno in termini di volumi produttivi, considerati i formati generalmente ridotti delle bottiglie.
Una piccola comunità di produttori, grazie al supporto della condotta Slow Food di Verona, ha dato vita a un Presidio per preservare una tradizione ormai quasi destinata all’estinzione, definendo un regolamento più restrittivo rispetto al disciplinare della Docg. I punti salienti definiti dalla comunità del Presidio si allineano ai principi di Slow Food e a quelli della Slow Wine Coalition, che tutti i produttori aderenti al Presidio sottoscrivono.
Con l’avvio del progetto si auspica di risvegliare anche in altri produttori della Valpolicella il desiderio di continuare a produrre il Recioto, dedicando a questo grande vino il tempo e la pazienza che merita, traendone un’adeguata remunerazione, e stimolando la ristorazione a proporlo maggiormente alla clientela, soprattutto in abbinamento a pietanze salate.
Foto © Barbara Boni, Giampaolo Mascalzoni e Silvano Rucci
Stagionalità
Il Recioto della Valpolicella è disponibile tutto l’anno.
L’uva deve appassire in fruttaio per almeno 100 giorni, un elemento davvero notevole considerando il cambiamento del clima che costringe i produttori a vendemmiare a temperature sempre più elevate. La Comunità del Presidio non ha voluto rinunciare a questo traguardo, perché solo nel corso di un lungo e lento appassimento, oltre alla perdita di peso in acqua degli acini di circa il 40% e alla conseguente concentrazione di zuccheri e acidi, si originano all’interno del chicco nuove sostanze aromatiche che rendono peculiare e unico il profilo organolettico del vino.
La fermentazione dev’essere possibilmente spontanea e l’affinamento deve durare come minimo 5 anni; può avvenire in legno o in anfora e, per almeno, un anno in bottiglia. Il contenuto di solfiti alla fine dell’affinamento non dovrà superare i 110 mg/L di anidride solforosa.
Il Recioto della Valpolicella Presidio Slow Food offre suadenti sensazioni derivanti dall’appassimento, come uvetta, noce, fico e nocciola che si fondono alla ciliegia, alla violetta e alla rosa rossa in un sorso vellutato in cui la dolcezza è sempre ben bilanciata dalla freschezza e dalla sapidità.
Area di produzione
L’area di produzione, come definito dal disciplinare del Recioto della Valpolicella Docg, corrisponde ai comuni di Marano, Fumane, Negrar, Sant’Ambrogio, San Pietro in Cariano, Dolcè, Verona, San Martino Buon Albergo, Lavagno, Mezzane, Tregnago, Illasi, Colognola ai Colli, Cazzano di Tramigna, Grezzana, Pescantina, Cerro Veronese, San Mauro di Saline e Montecchia di Crosara, tutti siti in Provincia di Verona.
Presidio sostenuto da
Slow Food Verona
Ca' Rugate
di Michele Tessari
Via Pergola, 36
Montecchia di Crosara (Vr)
Tel. 045 617 6328
contabilita@carugate.it
Corte Merci
Via Jago di Sopra, 5
Negrar di Valpolicella (Vr)
Tel. 045 750 1046
info@cortemerci.it
Valentina Cubi
Località Cisterna,60
Fumane (Vr)
Tel. 045 7701806
info@valentinacubi.it
Giovanni Ederle
Via Santa Giuliana, 2/a
Verona
Tel. 045 913797
info@giovanniederle.it
Roccolo Grassi
Via San Giovanni di Dio, 47
Mezzane di Sotto (Vr)
Tel. 045 888 0089
info@roccolograssi.it
La Dama
Via G. Quintarelli, 39
Frazione San Vito
Negrar di Valpolicella (Vr)
Tel. 045 6000728
info@ladamavini.it
Mizzon
Via Quar, 23
San Pietro in Cariano (Vr)
Tel. 347 5985053
info@cantinamizzon.com
Montecariano
di Mariella Gini
Via Valena, 3
San Pietro in Cariano (Vr)
Tel. 340 1589609
montecariano@montecariano.it
Montenigo
Via delle Rive, 3A
frazione Montorio
Verona
tel. 392 149 2330
info@montenigo.it
Novaia
Via Novaia, 1
Marano di Valpolicella (Vr)
Tel. 320 6008742
info@novaia.it
Piccoli Wine
Strada dei Monti, 21a
Parona (Vr)
tel. 045 889 0195
info@piccoliwine.it
Vaona
Via Paverno, 41
Marano di Valpolicella (Vr)
tel. 045 7703710
info@vaona.it
Venturini
Via Semonte, 20
San Pietro in Cariano (Vr)
tel. 045 7701331
info@viniventurini.com
Roberto Covallero
Tel. 335 7807069
verona@network.slowfood.it
Referente dei produttori
Nicola Perusi
Tel. 347 5985053
info@cantinamizzon.com



