In dialetto chiamata perzicu e Magisanu, questa pesca tardiva si coltiva nel territorio di Magisano, situato nella provincia orientale di Catanzaro, a un’altitudine media di 750 metri. Qui i suoli sono fertili e ben drenati, ci sono una significativa escursione termica tra giorno e notte, la ventilazione proveniente dalla Sila e una disponibilità idrica costante. Le piante hanno un ciclo produttivo relativamente breve, con circa 12 anni di piena produttività. Il frutto presenta una pezzatura compresa tra i 100 e i 180 grammi, con buccia tomentosa di colore bianco-verde e sfumature rosate, ed è caratterizzata da un sovracolore rosso. La polpa, chiara e compatta, si distingue per la particolare succosità e per l’intenso profilo aromatico. Estremamente apprezzata nel comprensorio e anche oltre i confini locali, è rinomata per le sue peculiari caratteristiche organolettiche. Si tratta di un frutto delicato, poco adatto alla lunga conservazione e al trasporto su larga scala; per questa ragione risulta difficilmente reperibile al di fuori dell’area di produzione, mantenendo così un forte legame con il territorio d’origine.
Ha rappresentato per decenni una delle principali fonti di reddito per le famiglie di Magisano. Nel mese di settembre il centro abitato si animava con l’arrivo di camion provenienti da diverse regioni del Sud Italia, in particolare Campania e Sicilia, giunti per acquistare il frutto destinato sia al consumo fresco sia alla trasformazione in succhi e conserve. La coltivazione era diffusa in piccoli appezzamenti a conduzione familiare: la raccolta coinvolgeva interi nuclei domestici, mentre la trasformazione casalinga rafforzava un’economia circolare fondata su saperi e pratiche tramandati di generazione in generazione. Negli anni Sessanta, con il boom e l’emigrazione degli uomini verso le industrie del Nord, la gestione delle attività agricole, dalla cura dei pescheti alla raccolta, fu assunta interamente dalle donne insieme ai figli. Negli ultimi decenni la produzione si è ridimensionata a causa del persistente fenomeno migratorio e del progressivo abbandono dell’agricoltura tradizionale. La varietà è sopravvissuta grazie all’impegno di alcuni agricoltori custodi e di giovani produttori che ne promuovono il recupero e la valorizzazione, anche in chiave identitaria e turistica.
Si mangia prevalentemente fresca. In ambito domestico è utilizzata per la preparazione di dolci tradizionali (crostate, sbriciolate) e per la produzione di pesche sciroppate. Secondo una consuetudine contadina, che valorizza l’intensità aromatica del frutto, si consuma anche con vino rosso locale.
Stagionalità
La pesca si raccoglie tra la fine di agosto e l’inizio di settembre
Torna all'archivio >Area di produzione: Comune di Magisano (Cz)
Presidio sostenuto da:
Regione Calabria, nell’ambito del progetto “Presidiamo la Calabria”
Azienda Agricola Pulitanò
Di Salvatore Pulitanò
Magisano (Cz)
Via Maurizio Giglio, 102
Tel. 334 9923889
pulitanosalva@gmail.com
Daniela Teresa Catizone
Magisano (Cz)
Località Serre, 1
Tel. 320 6392799
daniela.catizone@libero.it
Pietro Catizone
Magisano (Cz)
Località Brazzano
Tel. 327 9349590
pietrocatizone@virgilio.it
Simone Alberto
Magisano (Cz)
Via Italia, 7
Tel 328 8082894
simonealberto11@gmail.com
Simone Alberto
Tel. 328 8082894
simonealberto11@gmail.com
Responsabile Slow Food del Presidio
Alberto Carpino
Tel. 328 7023674
a.carpino@tiscali.it




