Pecora Laticauda

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Razze animali e allevamento

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Pecora Laticauda

"Latis" significa larga, "cauda" significa coda. In effetti guardando questa pecora si nota subito una coda grassa e larga che funge da riserva di grasso e di acqua. Questa pecora è frutto di incroci diversi, fra cui quello fra la pecora nord-africana, detta barbaresca, e la pecora Appenninica locale.
Secondo l’ipotesi più accreditata sarebbero stati i Borboni, al tempo di Carlo III, a importare arieti africani e, da allora, sarebbe iniziata una serie di incroci che ha portato al suo aspetto attuale. La laticauda si distingue innanzitutto per la mole: le femmine pesano anche 70 chilogrammi e gli arieti raggiungono i 90-95 chilogrammi, superando non di rado il quintale. Ha la testa grande (priva di corna nelle femmine), muso montonino e liscio, occhi rossicci e orecchie lunghe e spioventi. Il vello è completamente bianco (sono rarissime le pecore con la testa e gli arti marroni) e lascia scoperto il ventre. Gli arti sono lunghi e sottili: per questo non è buona camminatrice e, tradizionalmente, è allevata in modo stanziale accanto alle fattorie, sulla media collina, in greggi che non superano mai le poche decine di capi.
Per tradizione infatti, altre razze, come ad esempio la bagnolese, erano utilizzate per la transumanza mentre la laticauda serviva per fare qualche forma di formaggio per la famiglia e per gli agnelli. L’agnello era e rimane il prodotto più pregiato di questa razza: ha un’alta resa alla macellazione e le carni sono sapide e prive del tipico odore ircino degli ovini. Il latte, prodotto in buone quantità, è ricco di grassi e proteine e si presta bene alla caseificazione e alla produzione di formaggi dalla caratteristica dolcezza e dalla consistenza burrosa (quando sono freschi), importante anche per consentire una buona stagionatura. Il piatto tipico legato alla laticauda sono gli ammugliatielli, involtini preparati con il cosiddetto quinto quarto, le parti interne solitamente scartate al momento della macellazione. Ma le carni degli agnelli sono ottime anche nelle preparazioni più semplici, al forno o alla brace.

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Stagionalità

La carne di agnello è disponibile in particolare tra dicembre e aprile; i formaggi si trovano da gennaio a ottobre.�

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Negli anni '70 la laticauda ha rischiato di scomparire per la massiccia importazione di arieti di razze da carne estere e le conseguenti ibridazioni. L'allevamento della laticauda è stato lentamente ripreso negli anni '90 grazie a politiche di sostegno e sviluppo e un lavoro di riselezione genetica della razza. Oggi il Presidio coinvolge le aziende dell'areale avellinese e beneventano conservano i capi in purezza regolarmente iscritti e li allevano secondo tradizione: semibradi, lasciando gli agnelli accanto alle madri, integrando il pascolo con fieni e sfarinati naturali. L'obiettivo è di valorizzare carni e formaggi di laticauda, contrastando i numerosi falsi che si trovano sul mercato.�

Area di produzione
Provincia di Avellino e provincia di Benevento

Presidio sostenuto da
Consorzio di Bonifica dell'Ufita
Elisa Beatrice
Ariano Irpino (Av)
Trignano
Contrada San Nicola
Tel. 331 9326014

Nicolino Belperio
San Giorgio La Molara (Bn)
Contrada Serra Ciclope
tel. 339 8401082

Antonio Corso
Casalbore (Av)
Contrada Creti, 8
tel. 0825 849527 - 339 5385250
aziendacorso@gmail.com

Lamione
di Carmine De Rosa e figli
Montecalvo Irpino(Av)
Contrada Isca delle Rose, 11
tel. 0825 876286 - 338 8599409
carmine.derosa1957@pec.agritel.it

Fattoria Licciardi
di Valentino Licciardi
Montecalvo Irpino (Av)
Contrada Taverna Vecchia, 11
tel. 331 3630928
valentino.licciardi@libero.it
Responsabile Slow Food del Presidio
Antonio Russolillo
tel. 339 1134969
antoniorussolillo.iltorchio@gmail.com

Referente dei Produttori del Presidio

Stanislao Licciardi
tel. 393 6432659
stany86@libero.it
Negli anni '70 la laticauda ha rischiato di scomparire per la massiccia importazione di arieti di razze da carne estere e le conseguenti ibridazioni. L'allevamento della laticauda è stato lentamente ripreso negli anni '90 grazie a politiche di sostegno e sviluppo e un lavoro di riselezione genetica della razza. Oggi il Presidio coinvolge le aziende dell'areale avellinese e beneventano conservano i capi in purezza regolarmente iscritti e li allevano secondo tradizione: semibradi, lasciando gli agnelli accanto alle madri, integrando il pascolo con fieni e sfarinati naturali. L'obiettivo è di valorizzare carni e formaggi di laticauda, contrastando i numerosi falsi che si trovano sul mercato.�

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Stanislao Licciardi
tel. 393 6432659
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Territorio

NazioneItalia
RegioneCampania

Altre informazioni

CategorieRazze animali e allevamento