La Gentile di Puglia è una pecora legata a doppio filo con il territorio di cui è originaria, l’antica Daunia e la Capitanata. Questa razza ovina era allevata con il sistema della grande transumanza sui pascoli del Tavoliere da ottobre a maggio e su quelli montani molisani e abruzzesi da giugno a settembre. Per secoli ha rappresentato il simbolo della pastorizia transumante con i suoi rituali e la sua architettura rurale (tratturi, poste, jazzi…). Già apprezzata in epoca romana e citata da Plinio e Columella per la finezza della sua lana, ha raggiunto la sua massima diffusione a partire dal XV secolo, quando la sua lana – una delle migliori al mondo – era impiegata per creare raffinati tessuti adatti sia per l’abbigliamento sia per l’arredo casalingo.
È una razza di taglia media con vello bianco e produce una lana fine di altissima qualità. I maschi hanno corna robuste a spirale regolare, mentre le femmine sono spesso sprovviste di corna. Sebbene ancora oggi qualche famiglia pratichi la transumanza, il metodo di allevamento principale si basa sul pascolo semibrado, in terreni dove negli anni precedenti si coltivano cereali o legumi.
L’agnello alimentato a latte e pascolo ha una carne molto delicata. Seppure l’attitudine lattifera della razza sia scarsa, l’ottimo latte della Gentile di Puglia è la materia prima ideale per la caseificazione del celebre canestrato pugliese.
Area di produzione
Puglia
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