Patata Verrayes della Valle d’Aosta

Presidio Slow Food

Italia

Valle d'Aosta

Ortaggi e conserve vegetali

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Patata Verrayes della Valle d’Aosta

La patata è un prodotto da sempre collegato all’ambiente montano, nonostante la sua storia nelle Alpi sia relativamente recente. Arrivate dalle lontane Americhe in Europa all’inizio del ‘500, nonostante la resistenza al freddo e le importanti qualità nutritive, la diffusione delle patate nelle zone montane fu lenta e difficoltosa. In Valle d’Aosta, arrivò verso la fine del ‘700 probabilmente grazie a scambi con il Piemonte, ma non fu coltivata in modo consistente fino al 1817, quando una grande carestia colpì la regione e costrinse la popolazione ad affidarsi al prezioso tubero. I terreni freschi, ben drenanti e ricchi di minerali, uniti a un clima caratterizzato da elevate escursioni termiche fra notte e giorno, hanno creato le condizioni ottimali per il suo sviluppo. Tra le varietà tradizionali coltivate in Valle D’Aosta, troviamo la patata Verrayes, dalla buccia viola lucente e dalle screziature arancioni, ma le cui origini non si collegano a una zona specifica della regione. Nonostante, infatti, il suo nome faccia riferimento a un comune della Media Valle situato a 1.071 metri di altitudine a monte di Chambave, il collegamento con il paese non rappresenta l’areale di produzione. Il nome le fu infatti assegnato da una fondazione elvetica impegnata nella salvaguardia della biodiversità a cui si rivolse un funzionario regionale che arrivava appunto da Verrayes. Fu così che quella strana varietà di patata prese il nome di Verrayes con il quale è tutt’oggi conosciuta.
La patata Verrayes è un tubero di dimensioni medie, dalla forma irregolare, spigolosa e dagli occhi numerosi e profondi. La pasta è gialla chiara e alcuni tuberi possiedono un anello rosso acceso. L’anello esterno, quello con più nutrienti, è abbastanza spesso, e questo è un indicatore di eccellenti valori nutrizionali. La pasta è moderatamente o molto farinosa, a seconda delle caratteristiche pedo-climatiche dei campi in cui è coltivata, ma sempre piuttosto asciutta. Il sapore è fine, intenso e persistente, caratterizzato da una leggera dolcezza e una buona sapidità.
I tuberi da seme sono selezionati dai coltivatori tra le piante dei campi più in quota. La semina inizia la seconda metà di aprile e arriva fino a fine giugno, a seconda dell’altitudine. Quando le piantine raggiungono un’altezza compresa fra i 10 e i 20 cm si effettua il rincalzo, che consiste nel ricoprire con della terra la base della pianta, allo scopo di controllare lo sviluppo delle erbe spontanee, proteggere la parte ipogea della pianta dalla siccità e consentire l’arieggiamento del suolo. La varietà resiste bene alla siccità, pertanto è sufficiente la pioggia per rifornirla d’acqua. Essendo una pianta rustica non ha bisogno di altre operazioni durante la crescita. Per verificare la maturazione si effettua la prova della buccia: sfregando il dito sulla buccia questa non deve venire via. La raccolta inizia a fine agosto e va avanti fino alla prima metà di ottobre. Una volta raccolte, le patate sono poste in cassette e portate in magazzini freschi e bui. Qui inizia la fase chiamata storicamente “quarantena”:i tuberi non sono toccati per almeno venti giorni, così asciugano, si stabilizzano e acquisiscono una maggior conservabilità.
La patata Verrayes dà il suo meglio nella preparazione di gnocchi, puré e gratin, ma è molto buona semplicemente bollita e accompagnata da un formaggio d’alpeggio. Storicamente era impiegata nella preparazione dei “boudin”, sanguinacci tradizionali a cui si aggiungono patate e barbabietole.

Stagionalità

La raccolta va dalla fine di agosto alla prima metà di ottobre

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Con l’arrivo delle varietà moderne, le patate tradizionali entrano in un lento ed inarrestabile declino. La Verrayes però viene ritrovata nel 1998 da Giuliano Martignene, tecnico dell’Assessorato Agricoltura della Regione Valle d’Aosta, a Covarey (1.250 metri) nel comune di Champdepraz: il contadino Angelo Berger ancora riproduceva e coltivava questa varietà. Il tecnico spedisce alcuni tuberi in Svizzera alla Fondazione Pro Specie Rara, impegnata nella tutela della biodiversità agricola alpina. I tuberi vengono sanificati, riprodotti e diffusi con il nome del comune di residenza di Giuliano, Verrayes appunto. I produttori del Presidio hanno scelto di mantenere questo nome perché appartiene agli ultimi vent’anni di storia di questa varietà e in qualche modo ne simboleggia la riscoperta e il tentativo di valorizzazione da parte di alcune aziende agricole valdostane. Questo impegno rientra nell’obiettivo generale di salvaguardare la biodiversità agraria alpina, che negli ‘40 anni ha subito un impoverimento sostanziale a vantaggio dell’allevamento bovino. Con lo stesso scopo, i produttori hanno previsto un areale di produzione che, pur comprendendo l’intera regione, non scenda sotto i 1000 metri di altitudine. I produttori hanno optato per un disciplinare di produzione rigosoro in termini di pratiche agroecologiche, prevedendo ad esempio l’uso esclusivo di letame ben maturo come fertilizzante e il divieto di fitofarmaci non consentiti dall’agricoltura biologica.

Area di produzione

L’intero territorio della Regione Valle d’Aosta al di sopra dei 1000 metri di altitudine

Supportato da
Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali

Il Presidio della patata Verrayes della Valle D’Aosta è finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Direzione Generale del Terzo Settore e della Responsabilità Sociale delle Imprese – avviso n° 1/2018 “Slow Food in azione: le comunità protagoniste del cambiamento”, ai sensi dell’articolo 72 del codice del Terzo Settore, di cui al decreto legislativo n 117/2017.


Federico Chierico e Federico Rial
di Paysage à Manger
Strada Castel Savoia , s.n.c.
11025 Gressoney-Saint-Jean
Tel. 340 2736621 – 329 0741769
paysageamanger@gmail.com
www.paysageamanger.it

Carlo, Sergio ed Edy
Dell’Az. Agricola Favre Silvana
Fraz. Venoz, 2
Saint Barthelemy (Nus)
Tel. 349 6139097 (Edy Favre)

Sergio Giovannoni e Marisa Chiapin
di Ambiente Grumei
Frazione Cherolinaz
11020 Verrayes
Tel. 016643322
info@ambientegrumei.it
www.ambientegrumei.it
Referente dei produttori
Federico Chierico
Tel. +39 3402736621
paysageamanger@gmail.com
Con l’arrivo delle varietà moderne, le patate tradizionali entrano in un lento ed inarrestabile declino. La Verrayes però viene ritrovata nel 1998 da Giuliano Martignene, tecnico dell’Assessorato Agricoltura della Regione Valle d’Aosta, a Covarey (1.250 metri) nel comune di Champdepraz: il contadino Angelo Berger ancora riproduceva e coltivava questa varietà. Il tecnico spedisce alcuni tuberi in Svizzera alla Fondazione Pro Specie Rara, impegnata nella tutela della biodiversità agricola alpina. I tuberi vengono sanificati, riprodotti e diffusi con il nome del comune di residenza di Giuliano, Verrayes appunto. I produttori del Presidio hanno scelto di mantenere questo nome perché appartiene agli ultimi vent’anni di storia di questa varietà e in qualche modo ne simboleggia la riscoperta e il tentativo di valorizzazione da parte di alcune aziende agricole valdostane. Questo impegno rientra nell’obiettivo generale di salvaguardare la biodiversità agraria alpina, che negli ‘40 anni ha subito un impoverimento sostanziale a vantaggio dell’allevamento bovino. Con lo stesso scopo, i produttori hanno previsto un areale di produzione che, pur comprendendo l’intera regione, non scenda sotto i 1000 metri di altitudine. I produttori hanno optato per un disciplinare di produzione rigosoro in termini di pratiche agroecologiche, prevedendo ad esempio l’uso esclusivo di letame ben maturo come fertilizzante e il divieto di fitofarmaci non consentiti dall’agricoltura biologica.

Area di produzione

L’intero territorio della Regione Valle d’Aosta al di sopra dei 1000 metri di altitudine

Supportato da
Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali

Il Presidio della patata Verrayes della Valle D’Aosta è finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Direzione Generale del Terzo Settore e della Responsabilità Sociale delle Imprese – avviso n° 1/2018 “Slow Food in azione: le comunità protagoniste del cambiamento”, ai sensi dell’articolo 72 del codice del Terzo Settore, di cui al decreto legislativo n 117/2017.


Federico Chierico e Federico Rial
di Paysage à Manger
Strada Castel Savoia , s.n.c.
11025 Gressoney-Saint-Jean
Tel. 340 2736621 – 329 0741769
paysageamanger@gmail.com
www.paysageamanger.it

Carlo, Sergio ed Edy
Dell’Az. Agricola Favre Silvana
Fraz. Venoz, 2
Saint Barthelemy (Nus)
Tel. 349 6139097 (Edy Favre)

Sergio Giovannoni e Marisa Chiapin
di Ambiente Grumei
Frazione Cherolinaz
11020 Verrayes
Tel. 016643322
info@ambientegrumei.it
www.ambientegrumei.it
Referente dei produttori
Federico Chierico
Tel. +39 3402736621
paysageamanger@gmail.com

Territorio

NazioneItalia
RegioneValle d'Aosta

Altre informazioni

CategorieOrtaggi e conserve vegetali