Manoomin degli Anishinaabeg

Stati Uniti

Minnesota

Cereali e farine

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Manoomin degli Anishinaabeg

A settembre, la tribù nativa nordamericana degli Anishinaabeg (conosciuti anche come Ojibwe) inizia la raccolta del riso, tant’è che questo mese è detto “la luna del riso selvatico”.
Ogni giorno, i mietitori partono con le canoe per raccogliere i chicchi dalla superficie liscia dei laghi, che hanno nomi come Merlo, Grande, Piccione e, naturalmente, Lago del Riso. Raccolgono in coppia, spesso marito e moglie, con il falciatore seduto a prua che sospinge l’imbarcazione attraverso le distese di riso e il battitore seduto a poppa che percuote le pannocchie con un bastone facendo cadere i chicchi sul fondo della canoa: una coppia di buoni raccoglitori può raggiungere, nel migliore dei casi, i 250 chili di raccolto al giorno.
La gente di Ojibwe chiama il riso selvatico manoomin, che significa “bacca buona”. Per costoro, infatti, è stato un prodotto fondamentale: senza essere né piantato né accudito, questo cereale era infatti in grado di offrire un raccolto generoso e una riserva di cibo per l’inverno.
L’esistenza del riso selvatico nelle Americhe precede le prime popolazioni indigene del Minnesota di un millennio. Dato che non è mai stato selezionato per caratteristiche specifiche, il prodotto di oggi probabilmente è cambiato di poco rispetto al suo lontano parente preistorico.
Secondo una leggenda Anishinaabeg, il manoomin è un dono sacro: un cacciatore chiamato Nanaboozhoo avrebbe scoperto la bacca rincasando una notte senza avere mangiato. Secondo la storia c’era un’anatra seduta sul bordo della sua pentola d’acqua bollente e quando si alzò in volo, Nanaboozhoo esaminò il recipiente, trovandovi del riso che galleggiava nell’acqua: la migliore minestra che avesse mai provato. A questo punto, seguì la direzione dell’anatra e si ritrovò davanti a un lago di manoomin. Un altro racconto della tradizione tribale narra che gli Anishinaabeg, che vivevano a est, emigrarono in seguito a una profezia che ordinava loro di viaggiare verso ovest, fino al luogo in cui cresce la bacca buona nell’acqua.
Questo riso selvatico in realtà non ha nulla a che fare con la famiglia del riso vero e proprio (genere Oryza): si tratta infatti di una specie diversa (genere Zizania) e geneticamente più simile al mais. I chicchi freschi del “riso” selvatico – di colore verde, fulvo e bruno – sono decorticati e quindi essiccati in grandi contenitori su fuoco a legna. L’essiccazione esalta il loro naturale aroma tostato.

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Oggi, questo cereale è stato domesticato e più del 95% della produzione arriva da campi coltivati. Solo gli Anishinaabeg conservano l’antico sistema di raccolta. Il manoomin si raccoglie nel Minnesota del Nord, nei lontani laghi della Riserva della Terra Bianca. Questo prodotto tradizionale originario del Nord America è minacciato dalla distruzione degli ecosistemi naturali dei laghi del Minnesota, causata dalla proliferazione di aree ricreative attorno ai laghi, dalla costruzione di argini e dai deflussi agricoli.
Il Presidio lavora in collegamento con il progetto sviluppato dalla Native Harvest (White Earth Land Recovery Project) per promuovere il consumo di riso selvatico raccolto e lavorato tradizionalmente.

Area di produzione
Terre della Tribù Anishinaabeg, Minnesota
Circa duecento raccoglitori e tre trasformatori della riserva indiana White Earth Land Recovery Project
Responsabile del Presidio
Winona La Duke
White Earth Land Recovery Project
winona_laduke@yahoo.com

Oggi, questo cereale è stato domesticato e più del 95% della produzione arriva da campi coltivati. Solo gli Anishinaabeg conservano l’antico sistema di raccolta. Il manoomin si raccoglie nel Minnesota del Nord, nei lontani laghi della Riserva della Terra Bianca. Questo prodotto tradizionale originario del Nord America è minacciato dalla distruzione degli ecosistemi naturali dei laghi del Minnesota, causata dalla proliferazione di aree ricreative attorno ai laghi, dalla costruzione di argini e dai deflussi agricoli.
Il Presidio lavora in collegamento con il progetto sviluppato dalla Native Harvest (White Earth Land Recovery Project) per promuovere il consumo di riso selvatico raccolto e lavorato tradizionalmente.

Area di produzione
Terre della Tribù Anishinaabeg, Minnesota
Circa duecento raccoglitori e tre trasformatori della riserva indiana White Earth Land Recovery Project
Responsabile del Presidio
Winona La Duke
White Earth Land Recovery Project
winona_laduke@yahoo.com

Territorio

NazioneStati Uniti
RegioneMinnesota

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CategorieCereali e farine