La lumachella è il prodotto più tipico del forno tradizionale orvietano, e prende il nome dalla sua curiosa forma a spirale. Le testimonianze su questa preparazione risalgono ad almeno a un secolo fa e sono principalmente orali: per rintracciare la ricetta tradizionale e comprendere la sua funzione originaria, bisogna ricorrere alla memoria delle persone più anziane e dei proprietari di forni.
Questo saporito impasto lievitato fa parte della “cucina degli avanzi” contadina: un tempo si produceva nei giorni in cui si cuoceva il pane, usando un po’ di impasto e quello che c’era in casa: pancetta, guanciale, ritagli di scarto del prosciutto crudo, e poi pecorino, sale, pepe, un po’ di olio extravergine di oliva e un po’ di strutto. L’impasto del pane così arricchito veniva modellato in piccoli rotoli avvolti poi su sé stessi a formare una chiocciola di circa 7-10 centimetri di diametro. Si cuoceva al termine dell’infornata principale, per una ventina di minuti, affinché la crosta diventasse fragrante e di colore ambrato dorato, e la consistenza rimanesse morbida. Le dimensioni, e quindi il peso delle lumachelle, erano variabili, ma mediamente intorno ai 100 grammi.
La produzione, in passato, era legata alla disponibilità degli ingredienti. La pancetta si trovava a partire da giugno, dopo la stagionatura, il prosciutto dalla fine di ottobre. Oggi invece si può preparare la lumachella con questi ingredienti tutto l’anno. Se un tempo era il classico cibo da tasca da portare con sé durante il lavoro nei campi, oggi è il comfort food più tipico degli Orvietani, da mangiare in ogni momento dell’anno, a colazione, come antipasto oppure spuntino.
Stagionalità
La lumachella orvietana si produce tutto l’anno
Oggi la lumachella del Presidio diventa anche simbolo di una identità culturale messa a rischio dalle profonde trasformazioni che vivono soprattutto le città d’arte per via di flussi turistici in crescita e di un’offerta che corre il rischio di standardizzarsi.
Area di produzione
Comune di Orvieto e i 12 Comuni del comprensorio orvietano.
Sostenuto da
Comune di Orvieto e GAL Trasimeno-Orvietano
Azienda agricola Janas - La Locanda di Colle Ombroso
Strada Provinciale 55 Km 4.8
Località Colle Ombroso
Porano (Tr)
Tel. 335 8301901
Coltiva grani antichi
Gli Integrali
Forno Pizzeria di Giacomo Meloni
Piazza Guglielmo Marconi, 6
Orvieto (Tr)
Tel. 329 7064671 - 391 4741955
Il Forno del Vecchio Molino
di Cinzia Ragno e Paola Vignanelli
Via Po, 29
Orvieto (Tr)
Tel. 0763 342551 - 334 6254539
La Lumachella Orvietana è prodotta anche presso alcuni locali e ristoranti di Orvieto:
Antica Cantina
Corso Cavour, 212
Orvieto (Tr)
Tel. 0763 344746
La Palomba
Via Manente, 16
Orvieto (Tr)
Tel. 0763343395
Hosteria di Villalba
Strada Provinciale 50, km 8,7
Allerona (Tr)
Tel. 392 1584805
Cooperativa Oasi Agricola
Via Sette Martiri, 51/A
Orvieto (Tr)
Tel. 335 7638718
Lo Scalo Community Hub
di Lorena Cupello
Via Sette Martiri, 49
Orvieto Scalo (Tr)
Tel. 339 5648427
Il Labirinto di Adriano
di Maurizio Di Mario
Via della Pace, 26/36
Orvieto (Tr)
Tel. 340 4597103
I Sette Consoli
di Serena Stopponi
Piazza Sant'Angelo, 1°
Orvieto (Tr)
Tel. 392 3357630
Vittorio Tarparelli
Tel. 346 5147701
tarparelli@gmail.com
Referente Slow Food del Presidio
Alessandra Cannistrà
Tel. 328 7515616
condottaslowfoodorvieto@gmail.com




