Grano solina dell'Appennino abruzzese - Presìdi Slow Food - Fondazione Slow Food

Grano solina dell’Appennino abruzzese

Il grano solina è una varietà molto antica di frumento tenero, caratteristica delle zone montane e marginali del Gran Sasso, dove il freddo e le quote elevate permettono di ottenere un prodotto eccellente. In grado di resistere a lungo sotto la neve e al freddo intenso, può essere coltivato oltre i 1400 metri. La sua produzione è impegnativa: i terreni montani sono difficili da raggiungere e da lavorare; la coltivazione deve essere alternata ad altre colture; i tempi di attesa del raccolto sono lunghi e la resa media non è elevata (venti quintali a ettaro). Dal grano solina si ricava una farina poco tenace e adatta alle lavorazioni manuali. È l’ingrediente ideale del pane casereccio e della pasta fatta in casa. Due ricette su tutte: la classica sfoglia tagliata a fazzoletti e utilizzata nei timballi e le scrippelle (le crepes tipiche del teramano) in brodo.

Area di produzione
Areale del Gran Sasso, in particolare, nella provincia de L’Aquila e nelle zone del versante opposto con altitudine superiore ai 750 metri.

Presidio sostenuto da
Gal Gran Sasso Velino

Stagionalità
La semina è esclusivamente autunnale: da metà-fine settembre per i terreni più alti, alla seconda-terza decade di ottobre per le vallate interne, poste a quote più basse. La raccolta avviene in luglio inoltrato.