Da pescatori a guardiani del mare: il sogno si realizza a Torre Guaceto

Nell’ambito del piano “Fish MPA Blue” coordinato da Federparchi, sulla tematica della pesca sostenibile nelle Aree Marine Protette del Mediterraneo, sono state scelte 11 Aree Marine Protette in cui attuare nei prossimi 3 anni nuove azioni per la tutela delle comunità ittiche ed il potenziamento della gestione della pesca sostenibile. Solo 3 sono italiane e tra queste spicca l’area protetta di Torre Guaceto.

Nell’ambito di questo progetto, il Consorzio di Gestione della Riserva ha sottoscritto un accordo della durata di 1 anno con 5 pescatori autorizzati all’attività nella zona di riferimento per una riduzione della stessa pari al 40%. Percentuale ingente se si tiene presente che agli stessi artigiani è già consentita l’attività solo nella zona C della AMP, esclusivamente una sola volta a settimana e con reti a tramaglio largo in modo tale preservare dalla cattura i pesci estremamente giovani e che, quindi, devono ancora riprodursi. Il ché permette esclusivamente la pesca di esemplari di età pari e superiore ai 5 anni e di taglia notevole.

Per un anno, questi pescatori impiegheranno il tempo sottratto alla pesca nel monitoraggio della fauna marina di Torre Guaceto dedicando particolare attenzione ai delfini, alle tartarughe e al pesce serra.

Nel dettaglio, per quanto concerne i delfini, i pescatori procederanno con una puntuale verifica della loro presenza nella AMP e al monitoraggio dell’interazione tra la pesca e l’attività predatoria di questi animali. Quanto alle Caretta caretta controlleranno la loro presenza a Torre Guaceto e collaboreranno al recupero degli animali in difficoltà al fine del ricovero presso il Centro Recupero Tartarughe Marine “Luigi Cantoro” della stessa Torre Guaceto. Per quanto riguarda, invece, il pesce serra gli artigiani faranno un monitoraggio quantitativo inerente la loro presenza, in quanto, essendo specie non autoctona, il pesce serra compete con la comunità ittica locale per le risorse marine da predare.

Contestualmente all’avvio del “Fish MPA Blue”, il Conisma ha avviato il monitoraggio della fauna ittica di Torre Guaceto e ripeterà i propri rilievi al termine dei 12 mesi di attuazione del progetto al fine di verificare lo stato degli stock a seguito della riduzione dello sforzo di pesca.

Inoltre, sempre nell’ambito di questo Interreg e in quello delle azioni della Carta Europea del Turismo Sostenibile, il Consorzio di Gestione di Torre Guaceto ha deciso di inserire capitoli d’intervento dedicati alla pesca sostenibile.

“Torre Guaceto è stata scelta – ha dichiarato il presidente del Consorzio, Vincenzo Epifani – proprio grazie all’importante azione di tutela del mare e conversione della pesca tradizionale del luogo in attività sostenibile portata avanti al 2005 a oggi dall’ente che presiedo. Questo per noi è grande motivo di orgoglio che registriamo quale valore aggiunto ad un obiettivo conquistato solo poche settimane addietro: quello del riconoscimento della piccola pesca sostenibile di Torre Guaceto quale presidio Slow Food. La realizzazione di questo sogno per il quale dobbiamo la nostra gratitudine a Slow Food, ci permetterà di valorizzare maggiormente l’attività dei nostri pescatori e di dare una boccata d’ossigeno all’economia locale”.

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