Ottobre africano!

5 vincitori in arrivo da paesi lontani. Ecco i risultati di IncontroCucina, le serate organizzate da Ottobre africano in collaborazione con Slow Food e il Genovino d’oro…

Sansabile Ben Caltoum ha 27 anni, è marocchina ma vive a Roma. Abzeta Kouda Sore ha 38 anni, è nata a Ouagadougou, in Burkina Faso e oggi è milanese. Chanelle Kengoun Sonfack di anni ne ha 24, è nata in Cameroun e, dal 2012, è arrivata a Torino dove studia all’Università. E ancora Rattana Jaroenphoon è thailandese, ha 44 anni e da quando ne aveva 21 vive a Bologna. Levent Kanata è scappato un anno e mezzo fa dal Kurdistan e si è stabilito a Napoli.

Cos’hanno in comune? Sono esempi positivi di integrazione e…cuochi in erba! Sono infatti i cinque vincitori di IncontroCucina, la competizione culinaria organizzata dal festival Ottobre africano – in collaborazione con il ristorante Genovino d’Oro e Slow Food – che dal 30 settembre al 13 ottobre ha animato Torino, Roma, Milano, Napoli e Bologna.

Nato 13 anni fa dalla mente dello scrittore e documentarista Cléophas Adrien Dioma, Ottobre africano propone un fitto calendario di eventi (proiezioni di film, incontri letterari, esposizioni artistiche, sfilate di moda, tavole rotonde, convegni, …) nelle principali città italiane (Roma, Milano, Torino, Varese, Reggio Emilia, Parma, Bologna e Napoli) lungo tutto il mese di ottobre per dimostrare che Africa è cultura e che grazie a incontro e conoscenza si possono abbattere le barriere tra i popoli.

«Niente meglio della cultura può avvicinare le persone», sottolinea Fiorella Mannoia, madrina della manifestazione, «e soprattutto del cibo e della musica, perché́ non hanno bisogno di parole. Viviamo a stretto contatto con persone di etnie diverse, alcune lavorano nelle nostre case, ma raramente ci soffermiamo a chiedere cosa si cucina in Burkina Faso o in Eritrea, che tipo di libri si leggono e quali sono le abitudini in casa. È fondamentale invece iniziare ad ascoltare il nostro vicino».

E questo è stato proprio lo scopo di IncontroCucina: cinque serate aperte a tutte le comunità straniere sul territorio italiano per proporre un piatto tipico del proprio paese d’origine di fronte a una giuria di esperti e fiduciari Slow Food. Il verdetto finale sarà a Roma, domenica 1 novembre (presso il Centro Culturale Mitreo Iside in Via Marino Mazzacurati n. 61/63), al termine di Se solo mi guardassi, una due giorni di artigianato locale, incontri, tavole rotonde e musica dal vivo.

IncontroCucina_OttobreAfricano_1Il mese di ottobre è stato dunque un viaggio lungo lo stivale (Roma, Milano, Bologna, Napoli e Torino) alla scoperta dei cibi tradizionali.
«Ho scelto un tajine di manzo con prugne e mandorle fritte», spiega Sansabile, vincitrice della serata romana, collaboratrice domestica e volontaria nel tempo libero. «In cucina mi sento giovane e creativa e se dovessi scegliere una spezia che mi rappresenta direi…il pepe, vitale ed estroso. Ho scelto di partecipare a IncontroCucina perché vorrei che la cucina costruisse ponti di amicizia e solidarietà, vorrei che aiutasse a essere cittadini del mondo, liberi e uguali, con il solo diritto di essere». Abzeta, invece, con il suo sagabo (polenta di farina di mais o di miglio) è la vincitrice di Milano. Arrivata in Italia per raggiungere il marito, lavora con un’associazione e raccoglie fondi per le persone che sono rimaste in Burkina Faso. «Cucina è tradizione e cultura», ci dice. «Bisogna però anche essere curiosi, sperimentare ma senza dimenticare mai le proprie radici, come il soumbala [pasta fermentata che si prepara con il seme del néré africano, ndr] che adoro!».

Chanelle invece ha vinto la serata di Torino con il kondre (piatto povero e semplicissimo realizzato con platano verde, spezie e pochissima IncontroCucina_Ottobre_Africanocarne di manzo lasciata cuocere a lungo) e il beignet (fatto con acqua, farina e un pizzico di lievito, fritto e servito con zucchero o salsa piccante) e racconta che «è convinta che dietro a ogni piatto ci sia una storia bellissima da raccontare. Se tutti ce ne interessassimo, potremmo comprendere al meglio il mondo che ci circonda». Rattana è arrivata in Italia per motivi di lavoro, oggi è mamma e appassionata di cucina e pasticceria. Le spezie preferite? Galanga, citronella e foglie di lime kaffir, ingredienti del pad-thai (tagliolini di riso saltati in padella con uova, salsa di pesce, succo di tamarindo, peperoncino e servito con lime) e del tom yum kung (zuppa a base di citronella, foglie di combava, galanga, scalogno, succo di lime, salsa di pesce, e peperoncino fresco) che le hanno fatto vincere la serata di Bologna.

Infine Levent Kanat dal Kurdistan a Napoli, rifugiato politico. «Ho portato con me l’ospitalità del popolo curdo», dice Levent. «Ho imparato l’italiano e collaboro con associazioni sul territorio e partecipo a laboratori di cucina dove presento i piatti tipici del mio paese. Attraverso IncontroCucina vorrei parlare della mia terra, per questo ho preparato il tavuklu sezbeli tava (pollo fritto con verdure cotto a strati nel forno)».

Vinca il migliore!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna all'archivio