L’etichetta narrante deve sempre essere riferita a un prodotto specifico, non all’azienda e alle sue produzioni in generale.

il prodotto
Descrivere le caratteristiche salienti del pane (o del dolce), comprese eventuali informazioni sulla sua storia o curiosità legate alla sua produzione.

Esempio:
Il biscotto di Ceglie, detto piscquett’l nel dialetto locale, è un dolcetto di pasta di mandorle a forma di cubetto irregolare e farcito di confettura di ciliegie. Nelle case di Ceglie non manca mai, soprattutto nelle feste, ed un tempo era immancabilmente presente nelle bomboniere di nozze, cresime e comunioni.

il territorio
Segnalare la località in cui si produce (la provincia, il paese o anche l’area geografica per individuare precisamente il luogo in cui avviene la lavorazione). Se è significativa (si pensi ad esempio all’acqua delle località di montagna, ottima per i pani), indicare anche l’altitudine. E’ utile anche specificare le caratteristiche pedoclimatiche dell’areale di produzione, ma solo quelle che possono conferire al prodotto caratteristiche uniche, identitarie e organolettiche particolari (è il caso ad esempio dei cereali coltivati in alcune aree, materia prima di pani e dolci tradizionali e non).

Esempio:
Le paste di meliga sono prodotte a Pamparato, nel territorio delle Valli Monregalesi (Cn). Si pensa che in passato, per superare il problema degli scarsi raccolti di frumento, in questa zona si fosse affermata la consuetudine di aggiungere farina di mais, più resistente e produttivo in queste aree di montagna.

le materie prime
Indicare gli ingredienti impiegati, specificando la loro provenienza.

Esempio:
Per produrre l’ur-paarl si impiega segale coltivata nella Val Venosta sopra i 500 mt. di altitudine, farina di frumento, cumino e trigonella cerulea raccolta nella valle.

la lavorazione
Descrivere il processo di lavorazione. Indicare la tipologia di forno (a legna con fuoco diretto, elettrico) e i tempi di cottura.

Esempio:
A partire dalla seconda settimana di agosto si raccolgono i fichi maturi che vengono aperti a metà, appiattiti ed essiccati al sole su graticci di canne, le sciaje. Si pongono quindi all’interno del fico la scorzetta di limone, qualche seme di finocchietto selvatico e una mandorla intera tostata e non pelata. Si sovrappongono i fichi spaccati a metà, due a due, e si cuociono in forno a legna per circa due ore.

il periodo di produzione
Indicare in quale periodo si realizza il prodotto.

Esempio:
Si produce solo da dicembre a marzo, periodo in cui è possibile lavorare le arance fresche raccolte localmente.

consigli per l’uso o la conservazione
Come e dove conservare al meglio il prodotto

Esempio:

Una volta aperto il sacchetto, conservare i biscotti in una scatola di latta in un luogo fresco e asciutto.

Attenzione! Le informazioni devono essere verificabili

Le affermazioni riportate in etichetta devono essere sempre corrette e provate perché gli organismi di controllo che verificano la correttezza legale delle etichette possono contestare anche dati presenti nell’etichetta narrante.

Esempio: se si scrive che l’azienda alleva 45 bovini di razza piemontese, tutti i capi dovranno essere registrati nell’apposito registro genealogico di razza.