Biodiversità: in Italia, è legge!

Approvata oggi alla Camera la proposta di legge presentata dall’onorevole Susanna Cenni a tutela della biodiversità italiana.

L’Italia ha una legge sulla tutela e sulla valorizzazione della biodiversità agraria e alimentare. Entra oggi ufficialmente in vigore il testo presentato dalla deputata Pd Susanna Cenni, dopo aver ottenuto approvazione unanime alla Camera nel dicembre 2014 e al Senato nell’ottobre 2015. Slow Food – impegnato sul territorio con Presìdi, Arca del Gusto, Mercati della Terra, … e coinvolto nella stesura del testo di legge sin dai primi momenti di discussione e di incontro – si auspica che sia solo il primo passo verso un impegno sempre più concreto, sempre più urgente e che possa essere da modello per altri paesi europei.

«Ammettiamolo», dichiara Piero Sardo, presidente della Fondazione Slow Food per la Biodiversità Onlus, «per qualche tempo ci eravamo crogiolati nell’idea che in tema di tutela della biodiversità si fossero realizzati dei passi in avanti. Invece la relazione quinquennale pubblicata alcune settimane fa dalla Commissione Europea ci avverte che non solo l’obiettivo del 2020 di stabilizzare la biodiversità in Europa non si raggiungerà, ma che la situazione si è ulteriormente aggravata. Dunque questa legge ci dà un motivo per sperare di invertire la tendenza, comunque ci dà una ragione per operare ancora e meglio».

Proteggere le risorse genetiche locali dal rischio di estinzione o di erosione genetica è il fine ultimo della legge, da mettere in atto anche attraverso la tutela del territorio rurale per evitarne lo spopolamento.

Ma quali le azioni concrete previste? Sarà istituito un sistema nazionale che si avvarrà di un’anagrafe nazionale (in cui saranno censite tutte le risorse genetiche locali a rischio di estinzione i cui dati oggi sono dispersi in varie banche dati gestite da istituzioni o centri di ricerca differenti e che oggi non sono in collegamento tra loro), una rete, un portale (ovvero un sistema di banche dati interconnesse che monitorano e informano) e un comitato permanente (costituito da rappresentanti del Ministero, associazioni e allevatori custodi e nominato su designazione delle Regioni).

Oltre a questo importante progetto, inoltre, la legge si ispira alla filosofia di Terra Madre e sancisce e assegna valore a concetti importanti – sui quali Slow Food ha basato la sua attività trentennale – come risorse locali (ovvero vegetali e animali originari di uno specifico territorio oppure introdotti da lungo tempo nel territorio di riferimento), agricoltori e allevatori custodi (impegnati nella conservazione delle risorse locali soggette a estinzione) e comunità del cibo (ovvero gruppi di agricoltori locali riuniti intorno a un progetto di difesa insieme a gruppi di acquisto, scuole, centri di ricerca, associazioni, …). Significativo è anche il suo percorso. Partita dal basso – dalla concertazione tra territori, Regioni, associazioni e agricoltori –, è una legge che ritorna ai territori e, in particolare, alle Regioni, alle quali fa da cornice e alle quali è domandato di normare e adeguarsi agli stimoli nazionali.

«La biodiversità adesso è legge», dichiara l’onorevole Susanna Cenni. «Un risultato collettivo, un omaggio all’ostinazione di chi crede che il futuro del mondo e dell’alimentazione sia nelle mani di chi difende sementi, varietà vegetali, razze animali, territorio, ambiente, contadini. Non si tratta di obiettivi già raggiunti, l’erosione di biodiversità non è invertita, e occorre che le parole importanti da molti pronunciate nella cornice di Expo, diventino impegno quotidiano e concreto di tutti. Oggi il Parlamento Italiano fa un passo in questa direzione, anche grazie al prezioso contributo delle competenze e dei volontari di Slow Food che hanno accompagnato la storia di questo testo di legge».

Non da ultimo, la legge presta particolare attenzione alle sementi (che, se iscritte nel registro nazionale delle varietà da conservazione, possono essere vendute direttamente dai coltivatori custodi e scambiate all’interno della rete) e all’educazione degli studenti e dei consumatori attraverso la promozione di formazioni e di iniziative culturali (come campagne, itinerari, attività con le scuole o progetti innovativi sulla biodiversità agraria).

Complimenti quindi e appuntamento al 22 maggio, con la (appena istituita) giornata nazionale della biodiversità.

Leggi il testo di legge completo!

 

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