La terra fa acqua

La richiesta di aiuto arriva dalla Lombardia, da Artogne, piccolo paese con poco più di tremila abitanti in Valle Camonica (provincia di Brescia). In località Rive dei Balti, poco distante dal centro abitato, si trova Le Frise una delle Osterie d’Italia segnalate nella nostra guida sin dalla prima edizione. E nella stessa zona vivono e lavorano anche i produttori di fatulì della Val Saviore (Presidio Slow Food). A causa delle piogge insistenti degli scorsi giorni, una frana – con un fronte di 50 metri – impedisce il transito alla frazione. Il timore è che l’isolamento di queste due realtà possa durare a lungo, con le conseguenze che potete ben immaginare.

Come dicevamo, Le Frise è una osteria storica per Slow Food. Da 25 anni in guida, è gestita dalla famiglia Martini all’interno di una casa del secolo scorso con la stufa a legna e i paioli alle pareti. E la strada è per loro fondamentale «Per raggiungere le Frise – si legge su Osterie d’italia – si deve percorrere una stradina in salita appena fuori Artogne. Fatevela indicare da qualcuno del posto: tutti conoscono l’agriturismo condotto con passione da Gualberto, Emma e Luigi. Stessa passione che li guida nella produzione di formaggi caprini (di razza autoctona bionda dell’Adamello), conserve e insaccati». Ecco quella (unica) strada è ora ostruita da una grossa frana

«Chiediamo con forza che Amministrazione Comunale, Comunità Montana e Provincia di Brescia», dichiara Lorenzo Berlendis, vicepresidente di Slow Food Italia «prendano posizione e si impegnino per trovare immediatamente soluzioni praticabili che garantiscano a questa azienda, formidabile testimone e instancabile ambasciatrice del territorio, la ripresa delle attività. Ciò per consentire alle migliaia di visitatori e co-produttori, che frequentano abitualmente Le Frise, di continuare a procurarsi formaggi buoni, puliti e giusti e approfittare di occasioni conviviali che non fanno altro che sostenere e potenziare l’economia locale e la tutela del territorio. Le Frise rappresentano una ricchezza incommensurabile per la comunità, un vero e proprio bene comune».

Slow Food e la Fondazione Slow Food, ovviamente, sono al fianco della famiglia Martini.

 

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