La brousse du Rove sarà a breve la DOP più piccola di Francia?

È questione di pochi giorni e poi i dieci piccoli produttori della storica brousse du Rove, Presidio Slow Food dal 2007, avranno la loro Dop: una denominazione che potrebbe essere la più piccola Dop di Francia.

I lavori sul 46o formaggio a denominazione di origine protetta francese vanno avanti da dieci anni, ma i produttori hanno avuto un’infinita pazienza e una determinazione incrollabile e oggi dovremmo essere giunti alla meta. Manca infatti solo più un’ultima convalida da parte dell’INAO, un provvedimento solo formale, poiché il disciplinare di produzione è già stato completato e approvato tempo addietro. La buona notizia è emersa nel corso di uno degli incontri organizzati a Cheese, dove Luc Falcot, presidente dell’associazione degli allevatori della capra del Rove e produttore di brousse, ha raccontato il Presidio.

La capra del Rove è una razza tradizionale, particolarmente adatta ai pascoli aridi e al sottobosco dell’entroterra provenzale, dove bruca nella macchia mediterranea, che conferisce alla brousse il suo sapore tipico. Si produce dal villaggio di Rove, nel Dipartimento Bouches du Rhône, dal sud della Vaucluse fino all’ovest del Var.

Il contributo di queste capre alla gestione del territorio è fondamentale: nutrendosi di fogliame e arbusti evitano gli accumuli di foglie che possono incendiarsi facilmente nelle estati torride. Grazie alle sue ridotte esigenze alimentari, resiste anche se non ha a disposizione molte risorse.

La brousse fatta con il suo latte ha una pasta untuosa, friabile ed è poco sapida. Si consuma fresca – si può gustare fino a  4 o 5 giorni dalla produzione – e le tradizionali forme a cornetto sono vendute sui mercati locali, nei ristoranti della zona o tramite le AMAP (Associations pour le Maintien d’une Agriculture Paysanne). E’molto ricercata e apprezzata per l’intensità e la sua persistenza in bocca, straordinaria in un formaggio così fresco.

La brousse del Rove è oggi vittima della sua stessa notorietà e, da alcuni anni a questa parte, si possono trovare sugli scaffali dei negozi brousse preparate con latte di capra alpina, se non addirittura fatte a base di latte vaccino industriale.

La brousse è molto ricercata e i pastori non hanno difficoltà a venderla. Il loro obiettivo è però preservarla dagli abusi commerciali, in modo da preservarne la tradizione e consentire l’installazione di nuovi piccoli allevatori. La sfida è importante: preservare l’immagine di un prodotto di terroir con un gusto unico e indirettamente salvaguardare una razza, la capra di Rove, e il sapere ancestrale legato al pastoralismo.

Per questo è importante ottenere una Dop molto rigorosa che fissi alcuni punti precisi: latte crudo di sola razza del Rove, alimentazione al pascolo e produzione nell’area storica.

La ricerca e la preparazione della documentazione per la richiesta della Dop è stata fatta da esperti dell’ INAO (Institut national de l’origine et de la qualité) che, entro pochi giorni dovrebbero esprimere la loro definitiva e tanto attesa, validation. Intanto, nel Rove, i pastori, orgogliosi di aver lavorato a un regolamento particolarmente rigoroso e in grado di tutelare la sopravvivenza della loro brousse, stanno preparando una grande festa.

 

 

 

  • Hai imparato qualcosa di nuovo da questa pagina?
    Did you learn something new from this page?

  • Yes   No
Torna all'archivio